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ARTICOLI TROVATI : 164

Risultati da 1 a 10 DI 164

15/02/2016 14:26:00 Livelli più elevati proteggono dalle alterazioni del morbo

Alzheimer, la proteina Bdnf è un alleato della memoria
Concentrazioni più elevate di Bdnf (Brain Derived Neurotrophic Factor) assicurano maggiori capacità cognitive. Lo dice uno studio pubblicato su Neurology da un team del Rush University Medical Center di Chicago guidato da Aron Buchman.
Secondo l'ipotesi di lavoro, livelli più alti di Bdnf potrebbero garantire al cervello protezione contro le alterazioni del morbo di Alzheimer.
Lo studio ha visto la partecipazione di 535 persone con un'età media di 81 anni, seguite fino al momento della ... (Continua)

11/02/2016 17:20:00 Associazione evidente fra le infezioni croniche e il declino cognitivo

Le infezioni virali stimolano l'invecchiamento cerebrale
L'invecchiamento cerebrale negli anziani può essere rallentato grazie alla prevenzione delle infezioni virali come l'herpes o il citomegalovirus. A sostenerlo è uno studio pubblicato su Alzheimer’s Disease and Associated Disorders da un team della University of Pittsburgh School of Medicine.
Il coordinatore della ricerca Vishwajit Nimgaonkar ha scoperto un'associazione fra le infezioni croniche da herpes genitale, citomegalovirus e toxoplasma, e il declino cognitivo nell'anziano.
Per ... (Continua)

13/01/2016 16:53:00 La condizione delle arterie rilevabile da una semplice ecografia

Declino cognitivo svelato dalle arterie
Verificare la condizione in cui si trovano le arterie aiuta i medici a quantificare il rischio di declino cognitivo. A dirlo è uno studio della Emory University di Atlanta pubblicato su Hypertension.
Lo studio dimostra che la flessibilità delle pareti arteriose, elemento fondamentale per pompare la giusta quantità di sangue nell'organismo, rappresenta un'ottima unità di misura del rischio di declino mentale in soggetti sani.
La misurazione di questo parametro vascolare avviene in maniera ... (Continua)

05/01/2016 12:05:00 L'azione è possibile grazie a uno specifico anticorpo

Bloccare il declino muscolare inibendo la miostatina
Un team di ricercatori della Indiana University e della Purdue University ha scoperto che l'inibizione della miostatina consente di bloccare il declino della massa muscolare associato al naturale processo di invecchiamento.
"La miostatina è una proteina naturale prodotta dal corpo che inibisce la crescita dei muscoli", ha spiegato Stuart Warden, uno degli autori dello studio. "Da tempo si ipotizzava che l'inibizione della miostatina potesse consentire al muscolo di crescere con un ... (Continua)

28/12/2015 Colpiti soprattutto i bambini

Città inquinate, gli effetti sulla salute
Un fastidio per tutti, ma un rischio concreto soprattutto per i più piccoli. La persistente alta pressione che si è verificata in questi giorni in Italia ha riportato a galla uno dei problemi del nostro tempo, l'inquinamento atmosferico. Le principali città italiane devono fare i conti con livelli di inquinamento ben oltre la soglia individuata dagli esperti come tollerabile dall'organismo umano.
Il recente Rapporto dell'Agenzia Ambientale Europea (Air quality in Europe – 2015 report), ... (Continua)

23/12/2015 10:26:00 Probabilità 1,5 volte superiori di sviluppare la patologia

L’ansia aumenta il rischio di demenza
Chi è ansioso rischia più degli altri di sviluppare una forma di demenza. Lo dice uno studio della University of Southern California pubblicato su Alzheimer’s & Dementia: The Journal of the Alzheimer’s Association.
Stando ai dati della ricerca, le persone ansiose hanno un rischio 1,5 volte superiore di vedersi diagnosticare anche la demenza, e chi soffre di livelli elevati di ansia ha il 48 per cento di possibilità in più di sviluppare anche un declino cognitivo. I dati sono stati ricavati ... (Continua)

18/12/2015 15:24:00 Gli ormoni peggiorano gli effetti del diabete

Estrogeni e declino cognitivo nelle anziane diabetiche
Un livello elevato di estrogeni contribuisce ad amplificare gli effetti negativi del diabete di tipo 2 sul rischio di deterioramento cognitivo nelle donne più anziane. A dirlo è uno studio pubblicato su Diabetes Care da un team del Wake Forest Medical Center diretto da Mark Espeland.
Il primo autore della ricerca spiega: «L'effetto potrebbe dipendere dal ruolo giocato dagli estrogeni, somministrati dopo la menopausa, nella soppressione delle fonti energetiche non glucosio-dipendenti a ... (Continua)

06/11/2015 11:41:00 Utile nei pazienti il cui sintomo principale è la dispnea
Doppia broncodilatazione farmacologica per la Bpco
Nei casi in cui i pazienti che soffrono di Bpco mostrino come sintomo prevalente la dispnea, potrebbe essere più utile un approccio terapeutico basato sulla doppia broncodilatazione farmacologica.
Ne hanno parlato a Milano alcuni esperti riuniti in un incontro nel quale è stata annunciata la disponibilità di un nuovo doppio broncodilatatore basato sull'associazione fra umeclidinio e vilanterolo.
La combinazione va somministrata una sola volta al giorno attraverso un unico dispositivo di ... (Continua)
29/10/2015 15:42:00 Il NICE raccomanda l'utilizzo di Jinarc per la malattia
Rene policistico, le linee guida raccomandano Tolvaptan
I pazienti inglesi affetti da ADPKD ora avranno accesso a Jinarc (Tolvaptan), il primo trattamento in assoluto che ha dimostrato di rallentare la progressione di questa malattia fatale.
NICE ha rilasciato oggi le linee guida finali che raccomandano tolvaptan nell’ADPKD per adulti con la malattia renale cronica (CKD) allo stadio 2 o 3 all'inizio del trattamento con evidenza di malattia in rapida progressione. Tolvaptan è il primo trattamento modificante l’ADPKD disponibile al Servizio ... (Continua)
27/10/2015 16:54:03 Ricerca svela gli effetti benefici di Montelukast

Un antiasmatico ringiovanisce il cervello
Un nuovo studio dimostra che Montelukast, farmaco già in commercio da anni per la cura dell'asma, è in grado di invertire l'invecchiamento cerebrale e la perdita delle funzioni cognitive.
Gli effetti sono stati riscontrati in animali anziani ai quali il farmaco è stato somministrato per 6 settimane a dosaggi compatibili con quelli già in uso nell'uomo.
Lo studio, che ha coinvolto diversi gruppi di ricerca in Europa - fra cui quello della professoressa Maria Pia Abbracchio dell’Università ... (Continua)

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