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ARTICOLI TROVATI : 3528

Risultati da 1091 a 1100 DI 3528

15/11/2013 15:02:23 Ricerca inglese individua una nuova patologia scatenata dai prioni
Nuova malattia da prioni associata a diarrea
Un team di ricercatori inglesi ha scoperto l'esistenza di una nuova patologia da prioni associata a diarrea e neuropatia autonomica. Le malattie da prioni, sebbene variabili nel loro fenotipo clinico-patologico, in genere presentano le medesime condizioni neurologiche e neuropsichiatriche connesse con una degenerazione rapida e multifocale del sistema nervoso centrale, spesso caratterizzata da demenza e da atassia cerebellare.
Nel 15 per cento dei casi, le malattie da prioni sono ereditarie ... (Continua)
15/11/2013 12:46:10 L'importanza della prevenzione e della memoria immunologica

Le infezioni respiratorie ricorrenti nei bambini
Le Infezioni Respiratorie Ricorrenti nei bambini si devono prevenire. È questo il monito lanciato dai pediatri questa mattina nel corso del dibattito su Le novità in tema di Prevenzione delle Infezioni Respiratorie Ricorrenti (IRR) durante il 32° Congresso di Antibioticoterapia in Età Pediatrica.
"Dalla fine del primo anno di vita fino all’inizio dell’età scolare il bambino sano va incontro ad almeno 5-6 episodi di infezione respiratoria per anno, con punte che possono arrivare anche ad 8-9 ... (Continua)

15/11/2013 12:23:54 Disturbi cognitivi ridotti grazie a un'assunzione migliore

Demenza correlata a diabete, meglio singola dose di insulina
Il rapporto intercorrente fra demenza, Alzheimer e diabete di tipo 2 è noto da tempo. Chi è malato ha maggiori possibilità di sviluppare il morbo di Alzheimer in età giovane e più probabilità che insorga la demenza vascolare rispetto alle persone che non hanno il diabete.
Uno studio pubblicato su Diabetes Care da parte degli scienziati del Beth Israel Deaconess Medical Center ha sperimentato l'utilizzo di una singola dose di insulina intranasale allo scopo di ridurre al minimo gli eventuali ... (Continua)

15/11/2013 Il punto sulle tante terapie a disposizione

Capelli in caduta libera? Prevenire è meglio che curare
Alzarsi la mattina e notare un centinaio di capelli sul cuscino, pettinarsi e vedere ciocche di capelli cadere dalla testa: senza dubbio un traumatico risveglio. Ecco che scatta l’allarme: si cerca di correre ai ripari, di districarsi tra le più diverse soluzioni anticaduta che il mercato farmaceutico e parafarmaceutico propone. Ma a quel punto può essere troppo tardi.
La salute del capello prima che dal parrucchiere passa dal medico specialista, dal dermatologo. “Attraverso appositi test ... (Continua)

15/11/2013 Idrogeno solforato e melanocortine ne rallentano la progressione

Due nuove sostanze per l'Alzheimer
Dai ricercatori italiani arrivano nuove speranze per la lotta all'Alzheimer. Un team di scienziati dell'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia ha infatti studiato l'efficacia di due nuove sostanze, l'idrogeno solforato e le melanocortine, per rallentare la progressione del morbo di Alzheimer, patologia a tutt'oggi priva di una reale cura.
Il gruppo, coordinato da Salvatore Guarini, ha pubblicato gli esiti dei propri esperimenti su due riviste di settore, Neurobiology of Learning ... (Continua)

14/11/2013 14:20:18 La patologia lascia un segno evidente sulle cellule

La depressione accelera l'invecchiamento
Chi è depresso o lo è stato in passato si riconosce dalle sue cellule, nelle quali la malattia lascerebbe una traccia incancellabile. A dirlo è uno studio pubblicato su Molecular Psychiatry da un team del Vu University Medical Centre di Amsterdam.
I ricercatori olandesi hanno verificato nelle persone depresse l'esistenza di differenze evidenti nella lunghezza dei telomeri, il classico indicatore dell'invecchiamento dell'organismo umano.
La coordinatrice della ricerca Josine Verhoeven e i ... (Continua)

14/11/2013 Nuovo possibile bersaglio terapeutico per evitare la malattia

Scoperto inibitore che previene l'artrite
L'artrite infiammatoria potrebbe divenire una malattia meno frequente grazie a uno studio nato dalla collaborazione fra ricercatori della Northwestern University e Wayne State University. Gli scienziati americani, infatti, hanno individuato un inibitore che consentirebbe di prevenire in maniera efficace l'insorgenza dell'artrite infiammatoria, perlomeno su modello animale.
L'inibitore specifico agisce sull'IRE1a (Inositol-requiring enzyme-1a), un nuovo possibile bersaglio terapeutico per la ... (Continua)

13/11/2013 14:48:29 Studio italiano fa chiarezza sull'impiego dei nuovi farmaci

Diabete, assolte le incretine
Ancora attuale, in Italia, il dibattito sulle incretine, l’innovativa classe di farmaci antidiabetici, che secondo i risultati di alcuni studi sarebbero implicate nell’aumento del rischio di pancreatite, l’infiammazione del pancreas.
Questi risultati sono già stati confutati dalla comunità medica internazionale e, a fine luglio scorso, da una presa di posizione chiarificatrice dell’Agenzia europea del farmaco (EMA), la quale ha terminato la propria indagine, concludendo che non sussiste ... (Continua)

13/11/2013 12:27:11 Alterato l'orologio biologico a livello cellulare
Nuova scoperta sulla sindrome di Hunter
Nei pazienti affetti da sindrome di Hunter, rara malattia metabolica ereditaria, i geni che controllano i ritmi circadiani - le funzioni biologiche ed i cicli comportamentali che variano ritmicamente nell’arco delle 24 ore - sono alterati.
È colpa dei geni denominati “clock”, la cui espressione è deregolata dall’accumulo tossico di sostanze che, a causa della malattia, non possono essere correttamente smaltite. I geni clock sono quindi espressi in maniera anomala e questo porta le cellule a ... (Continua)
13/11/2013 Un livello elevato della sostanza raddoppia il rischio della patologia

Tungsteno associato all'insorgenza dell'ictus
Ad alti livelli di tungsteno nell'organismo corrisponde un rischio più elevato di insorgenza dell'ictus. A rivelare il nesso è un team di ricercatori della University of Exeter, che hanno pubblicato su Plos One i risultati di uno studio sull'argomento.
Secondo i dati ricavati da un ampio studio prospettico americano, un livello alto di tungsteno nell'organismo ha l'effetto di raddoppiare il rischio di ictus. I ricercatori hanno utilizzato le informazioni provenienti dal National Health and ... (Continua)

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