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28/11/2022 14:38:27 Alla base potrebbe esserci lo stesso meccanismo neurodegenerativo

Origine comune per Alzheimer e Parkinson?
Alzheimer e Parkinson potrebbero condividere la stessa origine. Lo dicono tre ricercatori dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Istc) - Daniele Caligiore, Flora Giocondo e Massimo Silvetti – che hanno recentemente pubblicato sulla rivista internazionale IBRO Neuroscience Reports un articolo sull’argomento.
Il fenomeno che hanno in comune prende il nome di “NES-Neurodegenerative Elderly Syndrome” (Sindrome neurodegenerativa ... (Continua)

21/11/2022 09:30:00 L’effetto positivo di tè verde e vino rosso

Due bevande contro l’Alzheimer
L’accumulo delle placche di proteina beta-amiloide nel cervello è caratteristica della malattia di Alzheimer, e molte terapie sperimentali puntano proprio a questo target. Secondo una nuova ricerca della Tufts University, però, ci sarebbero due sostanze naturali in grado di contrastare l’accumulo di beta-amiloide, le catechine e il resveratrolo. L’aspetto interessante è che entrambe si trovano in bevande molto apprezzate, le prime nel tè verde e il secondo nel vino rosso.
In uno studio ... (Continua)

16/11/2022 18:23:00 Nuova tecnologia può rilevare la presenza della malattia

Una goccia di sangue per scoprire l’Alzheimer
Uno studio apparso su Alzheimer's Research & Therapy mostra l’efficacia di una nuova tecnica di diagnosi per la malattia che sfrutta la presenza nel sangue degli esosomi leganti la proteina beta-amiloide.
«L'Alzheimer può essere diagnosticato in modo definitivo solo mediante l'esame diretto del cervello, che ovviamente è eseguibile solo post-mortem. L'accumulo di beta-amiloide nel cervello può essere misurato mediante test del liquido cerebrospinale, o mediante tomografia a emissione di ... (Continua)

14/11/2022 Gli Omega 3 mantengono l’organo giovane

Gli effetti positivi del pesce sul cervello
Gli Omega 3 contenuti nel pesce hanno l’effetto di mantenere il cervello giovane e in forma anche durante la mezza età. A confermarlo è una nuova ricerca pubblicata su Neurology a firma di scienziati della UT Health di San Antonio che ha evidenziato gli effetti benefici di pesci come il salmone, il tonno, le aringhe, il merluzzo e le sardine.
Allo studio hanno partecipato 2.183 soggetti con età media di 46 anni.
«Migliorare la nostra dieta è un modo per promuovere la salute del cervello, ... (Continua)

04/11/2022 11:40:00 I primi segnali di compromissione cerebrali emergono già 9 anni prima

I segni della demenza presenti anni prima della diagnosi
Una scoperta inquietante ma anche promettente per le terapie future in caso di demenza. Uno studio pubblicato su Alzheimer’s & Dementia sottolinea infatti la possibilità di individuare i primi segni di compromissione cerebrale già 9 anni prima della diagnosi.
«Attualmente ci sono pochissimi trattamenti efficaci per la demenza o altre malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson. In parte, ciò è dovuto al fatto che queste patologie vengono spesso diagnosticate solo quando compaiono i ... (Continua)

03/11/2022 15:50:00 La proteina tirosin-chinasica della milza può essere inibita

Il ruolo di Syk nella neuroinfiammazione
Uno studio apparso su Cells dimostra il ruolo chiave svolto dalla proteina tirosin-chinasica della milza (Syk) nella fisiopatologia della neuro-infiammazione. L’inibitore BAY61-3606 sembra efficace nella gestione della neurodegenerazione.
«Visto il ruolo significativo di Syk nella fisiopatologia della neurodegenerazione, sono stati sviluppati numerosi inibitori farmacologici. Uno di questi è BAY61-3606, che ha mostrato efficacia nella malattia di Alzheimer (AD) attraverso la regolazione ... (Continua)

31/10/2022 15:45:00 Antipsicotico non correlato al blocco postsinaptico della dopamina

Schizofrenia, efficace xanomelina-trospio
I pazienti affetti da schizofrenia potrebbero presto beneficiare di un nuovo trattamento, xanomelina-trospio, farmaco di Karuna Therapeutics presentato nel corso dell’ultimo congresso dello European College of Neuropsychopharmacology (ECNP).
I risultati dello studio di fase 3 EMERGENT-2, che ha incluso più di 250 pazienti con schizofrenia, hanno mostrato che coloro che hanno ricevuto xanomelina-trospio per 5 settimane hanno ottenuto una significativa riduzione dei punteggi totali della ... (Continua)

28/10/2022 09:17:50 L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale velocizza il meccanismo

Nuova diagnosi per l’insonnia
Ci sono voluti trent’anni per aggiornare la diagnosi di insonnia e comprendere tra i sintomi considerati essenziali anche l’impatto che la patologia ha sulle attività quotidiane. Ora grazie a intelligenza artificiale, machine learning e wearable device potrebbe volerci molto meno per trasformare una diagnosi esclusivamente clinica in una oggettiva, basata su dati raccolti da dispositivi semplici, come si fa con la pressione arteriosa e l’ipertensione.
Spiega Ugo Faraguna, neurofisiologo e ... (Continua)

25/10/2022 14:40:00 Rallenta la progressione della malattia migliorando i sintomi

Alzheimer, la stimolazione magnetica funziona
È efficace il trattamento di stimolazione magnetica transcranica nelle persone affette da Alzheimer. Lo dimostra per la prima volta pienamente uno studio congiunto di Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma, Università di Ferrara e Università di Tor Vergata di Roma.
I dati sono relativi a uno studio di fase 2 realizzato su 50 pazienti per 6 mesi. "Il nostro è il primo studio in cui si utilizza la stimolazione cerebrale non invasiva nell'Alzheimer con lo scopo di rallentare la progressione ... (Continua)

20/10/2022 17:00:00 Cinque o meno ore a notte sono troppo poche

Dormire di più per stare meglio
Dormire appena cinque o meno ore per notte comporta un aumento del rischio dal 30 al 45% di ammalarsi di più malattie croniche nei soggetti con oltre 50 anni. A dirlo è un nuovo studio pubblicato su Plos One da un team dell'Université Paris Cité, dell'Inserm, dell'University College London e dell'Università di Helsinki guidato da Séverine Sabia.
I ricercatori hanno raccolto i dati di uno studio britannico iniziato nel 1985, esaminando la durata del sonno autoriferita all’età di 50, 60 e 70 ... (Continua)

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