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03/09/2024 11:50:00 Diverse ricerche presentano risultati importanti

Semaglutide potrebbe rallentare l’invecchiamento?
Alcuni farmaci che contengono il principio attivo semaglutide sarebbero in grado di rallentare l’invecchiamento biologico. Il farmaco, sviluppato per il trattamento del diabete di tipo 2, è diventato famoso per i suoi potenti effetti dimagranti, ma secondo i ricercatori il principio attivo potrebbe fare di più, ad esempio «invertire la malattia renale, prevenire l'insufficienza cardiaca, ridurre l'ipertensione resistente ai farmaci tradizionali e ridurre di un terzo (in chi è cardiopatico) il ... (Continua)

29/08/2024 15:14:00 L’effetto positivo degli inibitori SGLT-2

I farmaci per il diabete che allontanano la demenza
Uno studio pubblicato sul British Medical Journal mostra l’effetto positivo degli inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT-2), utilizzati di norma contro il diabete, nei confronti del rischio di demenza.
Se il trattamento è prolungato nel tempo, i farmaci potrebbero prevenire la demenza, con una riduzione del rischio accertata del 48%.
A pubblicare questi dati è un team della Seoul National University College of Medicine coordinato da Eun Ha Kang. Gli scienziati si ... (Continua)

27/08/2024 09:31:56 Due le fasi della vita in cui si notano le differenze più evidenti

Si invecchia di colpo a 44 e 60 anni
44 e 60 anni. Segnatevi questi due periodi della vita, perché sono quelli in cui il vostro corpo chiederà conto del vostro stile di vita. Secondo un gruppo di ricerca della Stanford University, infatti, l’invecchiamento è lineare fino a un certo punto, dal momento che quando l’uomo raggiunge queste due fatidiche età il passaggio verso l’anzianità si fa più rapido.
I ricercatori, che hanno pubblicato i loro risultati su Nature Aging, si sono concentrati in particolare sulle malattie ... (Continua)

16/07/2024 12:35:00 Colpire gli aggregati per frenare l’Alzheimer

Uno spray per eliminare la proteina tau
Un test dell’Università di Edimburgo e della University of Texas Medical Branch ha come oggetto uno spray in grado di colpire gli aggregati della proteina tau, uno dei meccanismi alla base dell’Alzheimer.
Lo spray veicola nel cervello un anticorpo specifico che si lega alle proteine tau. L’anticorpo è contenuto all’interno di una capsula che ne consente il passaggio attraverso la barriera emato-encefalica. L’approccio è stato analizzato su modello murino e descritto sulle pagine di Science ... (Continua)

16/07/2024 11:40:00 Le conseguenze muscolari e cerebrali delle infezioni

La proteina che causa debolezza muscolare
In caso di infiammazione cerebrale l’organismo rilascia l’interleuchina-6, proteina che viaggia dal cervello ai muscoli provocando debolezza muscolare. Uno studio pubblicato su Science Immunology e realizzato da ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis e dell’Università della Florida ha descritto nei dettagli il meccanismo.
I ricercatori guidati da Aaron Johnson hanno utilizzato modelli animali per analizzare le conseguenze muscolari e cerebrali delle infezioni ... (Continua)

16/07/2024 10:30:00 Guida sulla connessione fra salute orale e neurologica

Denti e cervello hanno una relazione
La salute orale e quella del cervello sono più legate di quanto si possa pensare. A spiegare questa inaspettata e meno conosciuta connessione, in occasione del World Brain Day, sono Straumann Group – leader globale in implantologia e nelle soluzioni ortodontiche che ripristinano il sorriso e la fiducia – e il dottor Michele Antonio Lopez, medico chirurgo specialista in odontostomatologia e professore presso la scuola di specializzazione in chirurgia orale dell’Università Cattolica del Sacro ... (Continua)

04/07/2024 11:42:00 Calo delle funzioni cognitive e disturbi della memoria più frequenti

L’infiammazione cronica favorisce l’Alzheimer
Uno stato infiammatorio cronico predispone all’insorgenza della malattia di Alzheimer. A dirlo è uno studio pubblicato su Neurology, che sottolinea come soffrire di infiammazione cronica tra i 20 e i 30 anni esponga a un rischio maggiore di sviluppare un calo delle funzioni cognitive e di soffrire di disturbi della memoria nella mezza età.
La ricerca è firmata da scienziati dell’Università della California guidati da Kristine Yaffe. I dati sono stati ricavati dal database dello studio CARDIA ... (Continua)

03/07/2024 10:45:00 La Fda approva donanemab

Nuovo farmaco per l’Alzheimer
La Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti ha approvato donanemab, (350 mg/20 mL iniezione una volta al mese per infusione endovenosa), il trattamento di Eli Lilly and Company per gli adulti con malattia di Alzheimer sintomatica precoce (AD), che include persone con decadimento cognitivo lieve (MCI) e persone con lo stadio di demenza lieve dovuta ad AD, con patologia amiloide confermata. Donanemab mensile è la prima e unica terapia mirata alle placche amiloidi con prove a sostegno ... (Continua)

27/06/2024 11:10:00 Grazie a un nuovo programma di intelligenza artificiale

Dal modo di parlare la diagnosi dell’Alzheimer
Un nuovo sistema di intelligenza artificiale consente di diagnosticare l’Alzheimer con 6 anni di anticipo dall’esordio dei sintomi grazie a un’analisi del modo di parlare di una persona.
Lo studio, pubblicato su Alzheimer’s & Dementia, è stato firmato da ricercatori della Boston University.
Il modello proposto assicura un tasso di precisione del 78,5%, riuscendo a prevedere se una persona con lieve deterioramento cognitivo rimarrà stabile nei 6 anni successivi oppure se svilupperà la ... (Continua)

21/06/2024 09:28:28 Il suo Dna ha rallentato lo sviluppo della malattia

L'uomo che ha resistito all'Alzheimer
Le mutazioni genetiche tolgono, le mutazioni genetiche danno. In questo caso si parla di anni di vita, quelli di cui ha beneficiato un uomo colombiano che, portatore della variante genetica Presenillina 1, avrebbe dovuto sviluppare una forma precoce di Alzheimer entro i 40 anni.
Non è andata così. L’uomo ha condotto una vita normale fino a 67 anni, quando effettivamente sono comparsi i primi segnali del declino cognitivo moderato. L’uomo è poi morto nel 2019 a 74 anni.
Quello che è ... (Continua)

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