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19/12/2022 18:10:00 Un collegamento con il colesterolo causa difetti nelle guaine isolanti

Alzheimer, il ruolo del gene APOE4
I ricercatori tentano di fare chiarezza sul ruolo del gene APOE4 nei meccanismi di insorgenza del morbo di Alzheimer. Un recente studio ha collegato il gene all’elaborazione difettosa del colesterolo nel cervello, meccanismo che a sua volta provoca difetti nelle guaine isolanti che circondano le fibre nervose e facilitano la loro attività elettrica.
Stando ai risultati preliminari, questi cambiamenti potrebbero causare deficit di memoria e apprendimento. L’ipotesi dei ricercatori è che i ... (Continua)

07/12/2022 17:40:00 Aumentano il rischio di sviluppare alterazioni cognitive

Parkinson, pericolose le variazioni di peso
Meglio evitare variazioni di peso maggiori del 3% del peso corporeo durante le prime fasi della malattia di Parkinson. A dirlo è uno studio pubblicato su Neurology da un team dell’Università di Seul diretto da Jin-Sun Jun.
Lo studio ha preso in esame 358 soggetti che avevano appena ricevuto la diagnosi di Parkinson. Nel corso del primo mese, 98 pazienti erano dimagriti e 59 ingrassati. Tutti i pazienti sono stati sottoposti a test neuropsicologici. I test sono stati ripetuti ogni anno per ... (Continua)

01/12/2022 14:58:00 Acido formico come possibile biomarcatore

Alzheimer, un test delle urine per scoprirlo prima
Si prefigura la possibilità di uno screening economico e rapido per la malattia di Alzheimer. Ad annunciarlo è uno studio pubblicato su Frontiers in Aging Neuroscience da un team guidato dal prof. Yifan Wang.
Lo studio ipotizza il ruolo decisivo dell’acido formico, biomarcatore potenzialmente in grado di garantire la diagnosi precoce grazie a un semplice test delle urine.
La sperimentazione ha testato un gruppo di pazienti con malattia di Alzheimer a diversi livelli di gravità e un gruppo ... (Continua)

01/12/2022 10:41:00 Forse la vera ragione dell’inefficacia delle terapie

Alzheimer, scoperto un biomarcatore fondamentale
Mai come per altre malattie la ricerca farmacologica ha fallito nell’individuare una possibile terapia per il morbo di Alzheimer. Sebbene siano noti da tempo i meccanismi che portano all’insorgenza dei sintomi - ovvero l’accumulo delle placche di proteina beta-amiloide e di proteina Tau nel cervello – nessun trattamento sperimentale si è rivelato davvero efficace.
I ricercatori dell’Università di Yale hanno però scoperto che la vera ragione dei sintomi debilitanti della malattia potrebbe ... (Continua)

28/11/2022 14:38:27 Alla base potrebbe esserci lo stesso meccanismo neurodegenerativo

Origine comune per Alzheimer e Parkinson?
Alzheimer e Parkinson potrebbero condividere la stessa origine. Lo dicono tre ricercatori dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Istc) - Daniele Caligiore, Flora Giocondo e Massimo Silvetti – che hanno recentemente pubblicato sulla rivista internazionale IBRO Neuroscience Reports un articolo sull’argomento.
Il fenomeno che hanno in comune prende il nome di “NES-Neurodegenerative Elderly Syndrome” (Sindrome neurodegenerativa ... (Continua)

21/11/2022 09:30:00 L’effetto positivo di tè verde e vino rosso

Due bevande contro l’Alzheimer
L’accumulo delle placche di proteina beta-amiloide nel cervello è caratteristica della malattia di Alzheimer, e molte terapie sperimentali puntano proprio a questo target. Secondo una nuova ricerca della Tufts University, però, ci sarebbero due sostanze naturali in grado di contrastare l’accumulo di beta-amiloide, le catechine e il resveratrolo. L’aspetto interessante è che entrambe si trovano in bevande molto apprezzate, le prime nel tè verde e il secondo nel vino rosso.
In uno studio ... (Continua)

16/11/2022 18:23:00 Nuova tecnologia può rilevare la presenza della malattia

Una goccia di sangue per scoprire l’Alzheimer
Uno studio apparso su Alzheimer's Research & Therapy mostra l’efficacia di una nuova tecnica di diagnosi per la malattia che sfrutta la presenza nel sangue degli esosomi leganti la proteina beta-amiloide.
«L'Alzheimer può essere diagnosticato in modo definitivo solo mediante l'esame diretto del cervello, che ovviamente è eseguibile solo post-mortem. L'accumulo di beta-amiloide nel cervello può essere misurato mediante test del liquido cerebrospinale, o mediante tomografia a emissione di ... (Continua)

14/11/2022 Gli Omega 3 mantengono l’organo giovane

Gli effetti positivi del pesce sul cervello
Gli Omega 3 contenuti nel pesce hanno l’effetto di mantenere il cervello giovane e in forma anche durante la mezza età. A confermarlo è una nuova ricerca pubblicata su Neurology a firma di scienziati della UT Health di San Antonio che ha evidenziato gli effetti benefici di pesci come il salmone, il tonno, le aringhe, il merluzzo e le sardine.
Allo studio hanno partecipato 2.183 soggetti con età media di 46 anni.
«Migliorare la nostra dieta è un modo per promuovere la salute del cervello, ... (Continua)

04/11/2022 11:40:00 I primi segnali di compromissione cerebrali emergono già 9 anni prima

I segni della demenza presenti anni prima della diagnosi
Una scoperta inquietante ma anche promettente per le terapie future in caso di demenza. Uno studio pubblicato su Alzheimer’s & Dementia sottolinea infatti la possibilità di individuare i primi segni di compromissione cerebrale già 9 anni prima della diagnosi.
«Attualmente ci sono pochissimi trattamenti efficaci per la demenza o altre malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson. In parte, ciò è dovuto al fatto che queste patologie vengono spesso diagnosticate solo quando compaiono i ... (Continua)

03/11/2022 15:50:00 La proteina tirosin-chinasica della milza può essere inibita

Il ruolo di Syk nella neuroinfiammazione
Uno studio apparso su Cells dimostra il ruolo chiave svolto dalla proteina tirosin-chinasica della milza (Syk) nella fisiopatologia della neuro-infiammazione. L’inibitore BAY61-3606 sembra efficace nella gestione della neurodegenerazione.
«Visto il ruolo significativo di Syk nella fisiopatologia della neurodegenerazione, sono stati sviluppati numerosi inibitori farmacologici. Uno di questi è BAY61-3606, che ha mostrato efficacia nella malattia di Alzheimer (AD) attraverso la regolazione ... (Continua)

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