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09/02/2017 10:23:00 Lo spessore della corteccia cerebrale può essere un indicatore

Rischio di autismo correlato alla forma del cervello
L'autismo ha a che fare anche con la conformazione fisica del cervello. A dirlo è uno studio pubblicato su Jama Psychiatry da un team dell'Università Goethe di Francoforte guidato da Christine Ecker.
I soggetti maggiormente a rischio di insorgenza della malattia sono quelli che mostrano la presenza di condizioni anatomiche specifiche del cervello degli uomini, ad esempio un certo spessore della corteccia. Non a caso la prevalenza della malattia è nettamente maggiore fra gli uomini.
I ... (Continua)

15/12/2016 14:22:00 Il deficit durante la gravidanza può aumentare le possibilità della malattia

Autismo, il rischio sale se c'è carenza di vitamina D
Una carenza di vitamina D in gravidanza può aumentare il rischio di autismo nel nascituro. Lo afferma una ricerca della University of Queensland in associazione con ricercatori dell'Erasmus Medical Center di Rotterdam.
Lo studio segnala l'aumento del rischio per quelle donne che mostrano un livello basso di vitamina D a 20 settimane di gravidanza. Per arrivare a queste conclusioni, lo studio ha analizzato circa 4.200 campioni di sangue di donne incinte e dei loro bambini, ponendo come ... (Continua)

22/11/2016 15:17:00 Ricerca italiana svela la mancanza di un nesso significativo

Autismo, sintomi non legati a deficit di funzioni esecutive
La presenza di deficit in uno o più domini delle funzioni esecutive nei bambini con autismo non conferma la correlazione tra severità della sintomatologia autistica e disfunzionalità del controllo esecutivo generale.
Lo rivela l’ultima ricerca dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma, pubblicata sulla rivista internazionale Journal of Child & Adolescent Behavior sul tema «La valutazione delle Funzioni Esecutive nei bambini con Disturbo dello Spettro Autistico in età prescolare: utilità ... (Continua)

27/10/2016 09:44:07 Team inglese cerca di decodificare i segnali lanciati dai bambini malati

Il linguaggio dell'autismo
L'autismo è un universo misterioso sul quale alcuni ricercatori inglesi stanno tentando di far luce. Un team dell'Università di Manchester, infatti, ha pubblicato su The Lancet i risultati di un progetto di ricerca chiamato Pact, acronimo di Preschool Autism Communication Trial (Studio sulla comunicazione nell'autismo prescolare), che ha come obiettivo di offrire chiavi di interpretazione adeguate ai genitori dei bambini autistici, che hanno a che fare quotidianamente con i comportamenti spesso ... (Continua)

21/10/2016 Condizione più pericolosa rispetto al labbro leporino

La palatoschisi aumenta il rischio di altre malattie
I bambini che nascono con una palatoschisi hanno un rischio superiore di altre malattie gravi, come l'autismo, il ritardo mentale e difficoltà di apprendimento. Mostrano inoltre un rischio di morte precoce accresciuto.
È la conclusione di uno studio pubblicato su Jama Pediatrics, secondo cui, al contrario, la cheiloschisi - ovvero il labbro leporino - non comporta rischi del genere. Erik Berg, coordinatore dello studio e docente dell'Università di Bergen, in Norvegia, spiega: «Nei bambini ... (Continua)

19/10/2016 17:15:00 Studiosi americani lavorano alla messa a punto di nuovi farmaci

Autismo da sclerosi tuberosa, nuove cure sono possibili
Un farmaco per l'autismo. La speranza per migliaia di famiglie che vivono ogni giorno il dramma di un figlio affetto da una delle malattie più misteriose. Un gruppo di scienziati del Boston Children's Hospital ha pubblicato su Cell Reports una ricerca che getta nuova luce sui meccanismi alla base dell'autismo.
I medici sono partiti dall'analisi della sclerosi tuberosa complessa (TSC), una malattia genetica strettamente connessa con l'autismo. Nel 50 per cento dei casi, infatti, i bambini che ... (Continua)

06/10/2016 12:49:00 Corretta temperatura del cervello e processi empatici fra le ipotesi

Uno sbadiglio, tanti significati
Il sonno e la noia sono le prime cose che ci vengono in mente vedendo qualcuno sbadigliare, ma in realtà potrebbe non essere tutto così semplice. Secondo uno studio della State University of New York di Oneonta pubblicato su Biology, più a lungo si sbadiglia, migliori saranno le prestazioni del nostro cervello. La durata dello sbadiglio sarebbe associata, infatti, al numero dei neuroni presenti nello strato cerebrale esterno.
Lo studio ha preso in esame la durata dello sbadiglio e le ... (Continua)

27/09/2016 17:35:00 Sono determinanti per la comprensione delle intenzioni altrui

Autismo, l'importanza delle capacità sociorelazionali
La valutazione della capacità di comprendere le intenzioni altrui in un bambino autistico, al momento della presa in carico, è il miglior predittore di un'evoluzione positiva della sintomatologia.
Lo conferma una ricerca dell'Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) pubblicata sulla rivista internazionale Current Pediatric Research. International Journal of Pediatrics.
L'IdO ha somministrato a 100 bambini non verbali con autismo (di cui 68 con autismo e 32 coinvolti nello spettro ... (Continua)

22/07/2016 10:20:00 Studio rivela quali aree del cervello sono coinvolte

L'amore vero si riconosce con una risonanza
Per sapere se è amore vero quello che provate o che il vostro partner dice di provare per voi, affidatevi a una risonanza magnetica. Lo consiglia un curioso studio cinese pubblicato su Frontiers in Human Neuroscience da un team di scienziati della University of Science and Technology of China.
I medici asiatici hanno analizzato le scansioni cerebrali di 100 persone in fasi diverse delle proprie relazioni sentimentali, scoprendo che le aree del cervello coinvolte in questo sentimento ... (Continua)

08/07/2016 12:27:00 La metabolomica potrebbe accorciare in maniera decisiva i tempi della diagnosi

Autismo, diagnosi fin dalla nascita
È possibile diagnosticare l'autismo sin dai primi vagiti del neonato? Al momento no, ma una ricerca dell'Università di Cagliari e dell'Università di Genova sembra proporre per il futuro uno scenario simile.
I ricercatori Vassilios Fanos, Antonio Noto e Michele Mussap sperano infatti di poter puntare in futuro sulla metabolomica, la scienza basata sullo studio sistematico dei metaboliti, elementi che contraddistinguono il soggetto dal punto di vista molecolare alla stregua di impronte ... (Continua)

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