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17/04/2024 11:45:00 Agire sui fattori di rischio modificabili

Demenza, evitabile quasi un caso su 2
Intervenire sui fattori di rischio modificabili può tradursi in una riduzione del 40% dei casi di demenza. A evidenziarlo sono gli esperti del Women’s Alzheimer’s Movement Prevention Center della Cleveland Clinic diretti da Jessica Caldwell.
I fattori di rischio modificabili sono 12: ipertensione, disturbi dell’udito, fumo di sigaretta, obesità, depressione, inattività fisica, diabete, scarsa istruzione e scarso contatto sociale, a cui si sono recentemente aggiunti il consumo eccessivo di ... (Continua)

11/04/2024 09:40:00 Gli effetti neuroprotettivi della sostanza

La citicolina per il Parkinson
CitiPark, lo studio post-autorizzativo sull’efficacia (PAES) progettato per comprendere la funzione della citicolina nella terapia di supporto per la malattia di Parkinson, si avvia verso la conclusione. Ad annunciarlo PIAM Farmaceutici proprio in occasione della Giornata Mondiale della Malattia di Parkinson.
Lo scorso ottobre lo studio CitiPark (Citicolina Parkinson) aveva registrato l’arruolamento dell’ultimo partecipante, raggiungendo la soglia di 474 pazienti coinvolti nella ... (Continua)

25/03/2024 09:39:36 Ha un’influenza evidente sulla distribuzione del grasso viscerale

Il fumo fa anche ingrassare
Molti usano la paura di ingrassare come pretesto per non smettere di fumare. In effetti, la mancanza del rito delle sigarette porta spesso a mangiare di più per cercare di soddisfare in qualche modo un organismo in crisi di astinenza.
Tuttavia, secondo un nuovo studio esisterebbe un effetto fisiologico del tutto opposto. La ricerca del Novo Nordisk Foundation Center dimostra infatti che il grasso viscerale è maggiore nei fumatori. Si tratta, come noto, del peggior tipo di grasso, ... (Continua)

16/02/2024 09:53:00 Maggiori probabilità di ansia e depressione per chi non riposa bene

Dormire male mette a rischio la salute mentale
Il nostro umore dipende in larga parte dal modo in cui dormiamo. Ad affermarlo è uno studio pubblicato su Psychological Bulletin, rivista dell’American Psychological Association.
La ricerca ha analizzato i dati ricavati da 154 studi condotti su oltre 5.000 persone. Grazie ai dati, i ricercatori hanno potuto verificare chi aveva subito privazioni del sonno, una frammentazione del sonno o una perdita parziale del sonno dovuta a un risveglio troppo anticipato. I partecipanti sono stati poi ... (Continua)

15/02/2024 16:30:00 Puntano ad abbreviare i tempi della diagnosi

Alzheimer, prime linee guida europee
Facilitare la diagnosi dei disturbi cognitivi e dell’Alzheimer. È questo l’obiettivo delle prime raccomandazioni intersocietarie europee realizzate dagli esperti delle maggiori società scientifiche del settore e pubblicate su The Lancet Neurology. Il documento aiuterà i clinici ad arrivare prima e meglio a dare un nome al problema di chi manifesta i primi segni di un deterioramento cognitivo, riconoscendo se si tratti di Alzheimer, come avviene in un caso su due, o di un’altra forma di ... (Continua)

13/02/2024 10:00:00 Scoprire le malattie in anticipo per intervenire

Un test per predire demenza e infarto
Un vantaggio di 10 anni sulla demenza potrebbe rappresentare una svolta nella lotta alla malattia. Così come scoprire l’insorgenza di un infarto 6 mesi prima. È quanto prefigurano due ricerche pubblicate su riviste del gruppo Nature.
Nella prima, alcuni ricercatori dell’Università Fudan di Shanghai preannunciano l’avvento della proteomica: “La proteomica offre un'opportunità senza precedenti per prevedere lo sviluppo di demenza. Lo abbiamo verificato nei dati di 52.645 adulti senza la ... (Continua)

07/02/2024 15:20:00 Legati a una variante poco nota della malattia

Problemi alla vista possono annunciare l’Alzheimer
C’è una variante dell’Alzheimer poco nota, ma che colpisce con una certa frequenza. Si chiama atrofia corticale posteriore (PCA, posterior cortical atrophy) ed è legata a problemi di vista.
Uno studio dell’Università della California di San Francisco pubblicato su Lancet Neurology ha indagato i meccanismi di questa malattia, che secondo i ricercatori colpirebbe circa il 10 per cento dei pazienti con Alzheimer.
Il campione oggetto di studio era formato da 1.092 pazienti con PCA provenienti ... (Continua)

02/02/2024 10:20:48 La sua attivazione scongiura le malattie neurodegenerative

Alzheimer, una proteina protegge le donne
Una proteina cerebrale potrebbe proteggere le donne dallo sviluppo di malattie neurodegenerative, in particolare dall’Alzheimer. A dirlo è uno studio del Karolinska Institutet di Stoccolma pubblicato su Science Advances.
La proteina in questione si chiama CYP46A1, e la sua attivazione e i relativi effetti sono stati studiati prima sui topi e poi sull’uomo.
Sono ormai diversi gli studi che dimostrano un legame fra Alzheimer e ormoni. Secondo i ricercatori, uno dei maggiori fattori di ... (Continua)

30/01/2024 09:19:53 Disturbi cognitivi più frequenti nelle persone che l’hanno assunto

L’ormone della crescita favorisce l’Alzheimer
L’assunzione dell’ormone della crescita durante l’infanzia può aumentare i rischi di insorgenza del morbo di Alzheimer. A segnalarlo è uno studio pubblicato su Nature Medicine da un team dello University College di Londra che ha analizzato i dati di 5 persone inglesi che hanno ricevuto l’ormone della crescita nei primi anni di vita.
“I risultati supportano un'ipotesi controversa ovvero che le proteine legate all'Alzheimer possano essere seminate nel cervello attraverso materiale prelevato ... (Continua)

29/01/2024 10:20:00 Il rischio aumenta con l’assunzione dei farmaci

Inibitori di pompa protonica e demenza
L’utilizzo degli inibitori di pompa protonica è associato a un aumento del rischio di demenza. È la conclusione di uno studio pubblicato su Alzheimer’s & Dementia da un team del Rigshospitalet di Copenaghen coordinato da Nelsan Pourhadi, che commenta: «Gli IPP sopprimono la produzione di acido gastrico e sono utilizzati nel trattamento di patologie come l'ulcera peptica e la malattia da reflusso gastroesofageo, con prescrizioni gradualmente aumentate negli ultimi due decenni, specie sopra i 40 ... (Continua)

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