Occhio ai raggi UV

Le radiazioni ultraviolette non fanno male solo alla pelle

Con l'arrivo delle prime giornate di sole, non vediamo l'ora di concederci un po' di relax in famiglia o con gli amici all'aria aperta, circondati dalle bellezze naturali dei paesaggi e delle spiagge in cui abbiamo prenotato le vacanze.
Le nostre giornate sono scandite solo dall'illuminazione solare: al mare evitiamo di esporci al sole tra le 12 e le 15, quando fa più caldo, e in montagna beneficiamo del fresco dei prati verdi o dei boschi, sapendo che, se si vuole partire per un'escursione, è meglio approfittare del mattino presto per godersi appieno le ore di luce della giornata.
Queste sono le precauzioni che rispettiamo e che ci sono state insegnate fin da piccoli. Ma sono sufficienti per garantirci un'estate al riparo da possibili danni o fastidi per i nostri occhi?
Secondo gli esperti di Clinica Baviera Italia non si devono mai sottovalutare i danni che gli agenti esterni possono causare alla vista. Durante la bella stagione, quando si è più esposti al sole e al vento, è infatti sempre molto importante proteggere il nostro organismo e, in particolar modo, gli occhi.
Pensiamo ad esempio alle radiazioni ultraviolette (UV) che possono raggiungerci direttamente attraverso il sole o, di riflesso, tramite l'acqua del mare, la sabbia o l'asfalto: i danni che ne derivano per i nostri occhi sono fastidiosi e, in alcuni casi, piuttosto seri, anche se in realtà c'è poca informazione rispetto a questi argomenti.
Ore, giorni, anni di esposizione possono danneggiare la cornea e favorire altre patologie come la cataratta, la maculopatia e le neoplasie cutanee palpebrali. Di norma, gli occhi sono dotati di uno schermo protettivo naturale che serve a preservarli da eventuali lesioni alla retina e al cristallino, ma un eccesso di raggi UV causa la morte delle cellule epiteliali che formano questa barriera, lasciando scoperte le sottostanti terminazioni nervose corneali. Per questo motivo, un'abrasione provocata dall'esposizione prolungata ai raggi nocivi causa un intenso dolore che può durare dalle 24 alle 48 ore.
Oltre ai danni da ustioni, persino il vento determina la secchezza dell'occhio facendo evaporare il film lacrimale che ricopre la cornea, lasciandola così senza il suo velo protettivo ed esposta all'azione degli agenti esterni. Anche in questi casi si avverte bruciore, dolore e una difficoltà a distinguere nettamente gli oggetti. Si può provare inoltre la sensazione di avere un corpo estraneo all'interno dell'occhio come se ci fosse un granello di sabbia o qualche altro piccolo elemento che ne ostacola l'apertura.
Un'altra fastidiosa patologia che deriva dall'eccessiva esposizione ai raggi UV è la congiuntivite. Questo disturbo spesso regredisce nel giro di alcuni giorni e deve essere trattato tempestivamente per evitare che sfoci in un'infezione batterica molto più fastidiosa e lunga da curare.
Anche la cataratta, la prima causa di cecità al mondo, è associata ai raggi UV: bisogna pertanto cercare di ostacolarne il più possibile lo sviluppo dovuto all'avanzare dell'età attivandosi per prevenirla. Ma come? Proteggendosi in modo adeguato con delle semplici misure di comportamento da mettere in pratica, soprattutto in estate quando la percentuale di infezioni ed irritazioni agli occhi cresce sensibilmente.
Uno dei modi più comuni per impedire danni irreversibili alla vista è quello di usare occhiali protettivi con lenti con marchio CE, acquistate in negozi specializzati, sotto attenta indicazione di personale qualificato. Non tutti gli occhiali però sono uguali e va prestata una certa attenzione anche nella scelta della montatura e del colore delle lenti che varia in base all'attività da svolgere: i toni giallo-arancio sono perfetti per la guida, mentre quelli marroni sono da preferire se si soffre di astigmatismo e miopia.
Quando si ha a che fare con i bambini, il discorso è ancora più serio. Nei piccoli, il cristallino è più delicato e si forma fino ai 12 anni (per questo motivo, sono consigliati occhialini da sole e cappellini con visiera durante i giochi in riva al mare o le passeggiate estive). In base a queste informazioni un monitoraggio della vista dovrebbe sempre essere programmato fin dalla tenera età per tenere sotto controllo la salute della vista dei più piccoli.
E per chi resta in città? La cosa non cambia, anzi. Soprattutto per chi non vuole rinunciare alla tintarella ed è solito esporsi ai raggi delle lampade abbronzanti. Anche in questi casi, se non adeguatamente protetti con gli appositi occhialini, gli occhi possono sviluppare la cheratite (un danno alla cornea) che può provocare, oltre ad un intenso dolore, un'importante diminuzione della vista. Si tratta di un danno non permanente, ma è sicuramente un'esperienza dolorosa e poco piacevole da provare.
Clinica Baviera Italia raccomanda sempre di indossare le giuste protezioni quando l'esposizione ai raggi ultravioletti sia prolungata e continuativa: occhiali da sole specifici quando si va in montagna (soprattutto ad alta quota) e al mare, ma anche durante l'esposizione alle lampade solari, oltre a maschere protettive quando si svolgono lavori come la saldatura ad arco.

04/07/2022 14:40:00 Andrea Sperelli


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