Un vaccino per il cancro

Si serve di un virus per addestrare il sistema immunitario

Un virus da utilizzare come cavallo di Troia per addestrare il sistema immunitario a riconoscere e combattere le cellule tumorali. È l'idea cui stanno lavorando i ricercatori dell'IIGM - Italian Institute for Genomic Medicine, presso l'Irccs Fondazione del Piemonte per l'Oncologia di Candiolo.
La scoperta, frutto della collaborazione con l'azienda biotech svizzera-italiana Nouscom, è stata pubblicata su Science Translational Medicine.
Il vaccino, somministrato insieme a un farmaco immunoterapico, si è dimostrato efficace su 12 pazienti colpiti da un sottotipo di tumore al colon in fase metastastica.
"Considerato che la tecnica per realizzare questi vaccini è decisamente collaudata e che i dati ottenuti nella prima sperimentazione clinica sono molto promettenti, si prospetta la concreta possibilità di creare nuovi vaccini efficaci contro molti altri tipi di cancro", ha detto Luigia Pace, direttrice del laboratorio di immunoregolazione Armenise-Harvard.
Intanto, un altro gruppo di ricerca sta sperimentando l'efficacia di un vaccino per il cancro del seno. È l'obiettivo di un gruppo di ricerca della Cleveland Clinic in collaborazione con l'azienda Anixa Biosciences.
Lo studio si concentrerà sul tumore al seno triplo negativo, il più ostico da trattare fra i tumori della mammella. La fase 1 servirà a capire se l'approccio studiato è sicuro e in quale misura il vaccino possa essere inoculato nelle donne. Questa prima fase riguarderà dalle 18 alle 24 donne che hanno già avuto il tumore del seno triplo negativo in stadio precoce e hanno completato con successo le cure nei 3 anni precedenti. Si tratta, quindi, di donne con alte probabilità di riammalarsi.
Il vaccino si compone di 3 dosi, da somministrare a distanza di 2 settimane l'una dall'altra. Fra meno di un anno si attendono i risultati sugli eventuali effetti avversi. Nella fase successiva verrà coinvolto un numero maggiore di donne che non hanno avuto il cancro, ma ad alto rischio di svilupparlo, e che hanno deciso di sottoporsi alla mastectomia bilaterale preventiva.
Lo sviluppo del vaccino è iniziato 12 anni fa su modelli animali. Il suo creatore è Vincent Tuohy, immunologo del Cleveland Clinic Main Campus. Il vaccino è diretto contro la proteina alfa-lattoalbumina, espressa normalmente sulla superficie delle cellule mammarie durante l'allattamento, ma scarsamente presente quando il tessuto invecchia. È presente anche nel 70-80% delle cellule del tumore triplo negativo. L'obiettivo del vaccino è di attivare il sistema immunitario contro questa proteina.
Su modello murino, il vaccino dimostra di essere sicuro ed efficace: una sola dose sembra in grado di poter prevenire la malattia e inibire la crescita di eventuali tumori già presenti.
“Siamo fiduciosi che questa ricerca porterà a ulteriori studi che avranno l'obiettivo di determinare l'efficacia del vaccino contro questo tipo di cancro al seno, per il quale oggi abbiamo i trattamenti meno efficaci”, ha detto Thomas Budd, che coordina la ricerca: “A lungo termine, speriamo che possa essere una vera profilassi da somministrare a donne sane ad alto rischio”.
“Se si conferma efficace - conclude Tuohy - questo approccio ha il potenziale per trasformare il modo in cui controlliamo i tumori negli adulti”.

16/08/2022 09:45:00 Andrea Piccoli


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