CrossFit, un allenamento completo per stare in forma

Per persone determinate e in cerca di nuovi stimoli

Il CrossFit è stato inventato da Greg Glassman negli Usa negli anni ‘70. Importata in Italia grazie alla determinazione di alcuni appassionati, questa disciplina ha già conquistato una vasta platea di appassionati nel nostro paese. È un allenamento molto faticoso e da alcuni considerato eccessivo e traumatico. A detta del suo stesso ideatore per praticarlo servono spirito competitivo, prima di tutto con se stessi, e coraggio. Chi lo pratica e insegna spiega che questa disciplina si basa su una filosofia opposta a quella del fitness tradizionale. Non si usano macchine ma solo attrezzi base come pesi liberi, barre per il sollevamento sulle braccia, e anche pneumatici giganti che vengono lanciati.
Chi insegna CrossFit, come Maurizio Maddaloni, pioniere italiano di questo tipo di allenamento, si schiera contro la filosofia del fitness che illude chi lo pratica della possibilità di raggiungere un buon risultato senza sacrifici. Il CrossFit “è una sfida contro le nostre debolezze, contro noi stessi, utilizzando tutte le risorse disponibili che la natura ci ha dato” - dichiara Maddaloni sul sito della CrossGym.
Ma vediamo più in dettaglio di cosa si tratta. Il nome stesso spiega già parte del suo contenuto: la traduzione italiana di “cross” è incrocio, mescolanza, mentre “fit” è l’abbreviazione di fitness, ovvero le diverse attività fisiche pensate per il benessere. È un insieme di movimenti funzionali variati e ad alta intensità. Praticamente un mix di sollevamento pesi, corpo libero e allenamento cardiovascolare, uniti in un unico allenamento sempre diverso e non specifico. L'intensità è calibrata in base all'età e alla potenza muscolare del singolo individuo.
L'obiettivo primario è quello di rendere chi lo pratica pronto ad affrontare qualunque sfida la vita imponga.
Rispetto alle altre discipline il CrossFit non è specializzato verso una singola modalità di allenamento e cerca di proporre movimenti "funzionali" sempre diversi evitando la noia e le lezioni monotone e ripetitive. La strategia è rendere unico e imprevedibile ogni allenamento in modo che il fisico e la mente non si abituino.
La caratteristica degli allenamenti è la breve durata. Anche se non c'è uno standard una sessione può variare dai 5 ai 60 minuti.
Di solito si lavora in coppie o in piccoli gruppi. Possono praticarlo sia uomini che donne e c'è chi lo insegna anche ai bambini, portandoli a muoversi divertendosi, facendo lavorare tutto il corpo.
Secondo chi la pratica, questa disciplina ha il pregio di cambiare molto velocemente e in modo radicale la forma fisica della persona, migliorando notevolmente anche il benessere complessivo.
Nel CrossFit si bruciano tantissime calorie, e al tempo stesso si aumentano le capacità metaboliche.
Data la grande diffusione della disciplina il team americano CrossFit sta girando il mondo per preparare gli allenatori e dare loro la certificazione, costituita da 3 livelli. Esiste anche un organo di certificazione italiano, costituito da Maurizio Maddaloni e dal suo Crossgym team.
Nonostante il successo del CrossFit, in rete si trovano anche diverse critiche a questa disciplina, ritenuta da alcuni troppo intensa e anche pericolosa per la salute. Un caso in particolare ha fatto il giro del mondo, quello di Brian Anderson, atleta che subì un ricovero di sei giorni in terapia intensiva a causa dei danni riportati ai muscoli durante un allenamento. Ovviamente ogni attività fisica comprende dei rischi e se non praticata con l'intensità appropriata alle proprie possibilità può diventare pericolosa.
Quindi l'atleta di CrossFit deve lavorare su dieci caratteristiche fondamentali: resistenza cardiorespiratoria e muscolare, forza, flessibilità, potenza, velocità, agilità, equilibrio, coordinazione e precisione. Lo stato di fitness migliorerà aumentando la capacità di lavoro in questi ambiti grazie ad un adattamento neurologico ed ormonale di tutte le vie metaboliche. Quello che questa disciplina offre è un'alternativa agli allenamenti con le macchine, che legano a binari predefiniti, offrendo invece la possibilità di riappropriarsi di quello che il corpo chiede, movimenti a 360 gradi.

11/06/2021 14:00:00 Andrea Sperelli

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