L'analisi multi-omica per valutare dieta e stile di vita

Alla ricerca di biomarcatori su 2000 campioni biologici di diversa natura

Individuare i biomarcatori, la cui variazione nel tempo permette di valutare l'impatto della dieta e dello stile di vita sulla nostra salute e su quella di pazienti diabetici e obesi per creare modelli predittivi del rischio di malattia attraverso l'innovativa analisi integrata multi-omica, che prevede l'uso di sofisticati strumenti analitici.
Questo l'obiettivo dello studio del Policlinico Agostino Gemelli di Roma supportato da Coree, società farmaceutica coreana, che vuole verificare il ruolo del microbioma intestinale e come interagisce nella sindrome metabolica e nelle malattie ad esso associate, anche grazie al team clinico e al monitoraggio in continuo della glicemia attraverso un microsensore sottopelle con sistema CGMS.
Lo studio clinico, della durata complessiva di circa 18 mesi, non ha previsto alcun tipo di trattamento farmacologico supplementare rispetto alla terapia convenzionale prevista per le persone affette da questa patologia. 149 i pazienti reclutati, suddivisi in 50 soggetti sani - considerati come riferimento - e 99 affetti da patologia che sono stati seguiti per 2 mesi dal team clinico del Prof. Antonio Gasbarrini, Direttore del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche e dell'Unità Operativa Complessa di Medicina Interna e Gastroenterologia del Policlinico.
I 2000 campioni raccolti consentiranno di analizzare nel dettaglio il profilo metagenomico e metabolomico realizzando nella pratica quanto suggerito da pi√Ļ parti dal mondo scientifico internazionale, che pone sempre pi√Ļ l'accento sulla rilevanza dell'integrazione di diversi strumenti cosiddetti ‚Äúomici‚ÄĚ intesi come sistemi analitici ad elevatissimo contenuto tecnologico che consentono una profilazione complessa dei campioni biologici. Si tratter√† di una grande sfida perch√© le tecnologie di profilazione in metabolomica sono soggette a un'eterogeneit√† chimica incredibilmente complessa in cui non tutti i metaboliti sono facilmente identificabili. Il metaboloma, infatti, √® caratterizzato da un'elevata diversit√† che comprende da migliaia a centinaia di migliaia di sostanze chimiche diverse.
Nello studio i pazienti con diabete di tipo II, i pazienti obesi e quelli affetti da entrambe le patologie, afferenti al CDD (Centre of Digestive Diseases) del Policlinico, sono stati suddivisi in 3 coorti in funzione della patologia e si sono resi disponibili a rispondere ai quesiti di questionari per la valutazione del loro stato psicologico, delle loro abitudini alimentari e della qualità complessiva della vita, e a donare campioni biologici di diversa natura: feci, saliva, urine e sangue in un arco di tempo di 60 giorni caratterizzato da 4 visite successive.
Nel corso dello studio sono stati raccolti pi√Ļ di 2000 campioni biologici che verranno sottoposti a diversi tipi di indagine analitica presso laboratori specializzati nella valutazione statistica dell'enorme mole di dati che si genereranno dalle analisi metagenomiche e metabolomiche. I campioni di feci e di saliva verranno studiati per la presenza e le caratteristiche della comunit√† dei microorganismi e del suo patrimonio genetico (microbioma) mentre i campioni di urine e di sangue, come anche quelli fecali, saranno sottoposti all'analisi dell'insieme dei metaboliti presenti che va sotto il nome di metaboloma, cio√® l'impronta ‚Äúchimica‚ÄĚ lasciata nel nostro corpo dall'attivit√† dei nostri organi e da quella dei microbi che ospitiamo.
Questo obiettivo rappresenta il fulcro dell'impegno del Presidente di CoreeGroup, il Dott. Chongyoon Lim, che è anche leader dell'azienda coreana Dx&Vx, realtà imprenditoriale fortemente impegnata nello sviluppo di soluzioni diagnostiche avanzate per la medicina di precisione (Dx come diagnostica) e parallelamente nello sviluppo di strumenti innovativi di prevenzione delle malattie infettive (Vx come vaccini).
‚ÄúL'analisi multi-omica dei dati analitici scaturiti dall'esame degli oltre 2000 campioni biologici raccolti nel corso di questo studio consentir√† di trarre preziose informazioni su patologie complesse come il diabete, l'obesit√† e la sindrome metabolica. Il grande sforzo analitico e statistico, garantito dall'elevato profilo di relazioni scientifiche internazionali stabilite da CoreeGroup, sar√† volto ad identificare composti chimici e gruppi microbici che possano rappresentare dei biomarcatori che consenta non solo di valutare e quantificare l'impatto della dieta e del cambiamento dello stile di vita sulla nostra salute ma creare dei modelli predittivi del rischio di malattia aprendo cos√¨ la strada verso l'applicazione clinica dell'analisi integrata multi-omica‚ÄĚ, dichiara Il Dott. Chongyoon Lim.
‚ÄúIl monitoraggio in continuo consente di misurare, a brevissimi intervalli e in modo indolore e non invasivo, il valore medio dei livelli di glucosio nel liquido interstiziale, registrando in continuo i cambiamenti della glicemia. Diversamente dai metodi convenzionali, questi sistemi di controllo del glucosio in continuo sono dotati di un sensore, piccolo e leggero, collegato a un trasmettitore, che comunica i dati rilevati ad un device con display su cui il paziente ed il medico possono in tempo reale visualizzare la glicemia e studiarne l'andamento nel tempo. Monitorare i valori glicemici e raggiungere un controllo metabolico ottimale costituiscono la finalit√† primaria per migliorare la vita delle persone affette da diabete e sindrome metabolica‚ÄĚ, commenta il Presidente di Coree Dott. Chongyoon Lim.
‚ÄúLa sindrome metabolica √® definita da un raggruppamento di disordini metabolici che includono adiposit√† con accumulo di grasso viscerale, dislipidemia, insulino-resistenza, disglicemia e livelli pressori non ottimali ed √® associata a un aumentato rischio di malattie cardiovascolari e diabete di tipo 2. Con sempre maggiore frequenza gli studi suggeriscono che il microbiota intestinale potrebbe avere un ruolo nella regolazione del peso corporeo e nell'omeostasi energetica, influenzando l'estrazione di calorie dal cibo e il loro immagazzinamento nel tessuto adiposo dell'ospite. Il microbiota intestinale negli individui obesi e magri differisce nella capacit√† di svolgere queste funzioni‚ÄĚ, commenta il Prof. Antonio Gasbarrini.

06/10/2022 11:40:00 Andrea Sperelli


Notizie correlate