Diabete, la rigidità arteriosa lo predice

Capacità predittiva migliore rispetto ai valori pressori

La rigidità arteriosa si è rivelata un parametro migliore della pressione sanguigna nel predire la possibile insorgenza del diabete di tipo 2. Inoltre, le persone con pressione alta associata a rigidità arteriosa corrono il rischio massimo di ammalarsi, secondo le conclusioni di uno studio apparso su Hypertension.
«Identificare le persone con elevate probabilità di sviluppare DM2 è fondamentale, in quanto un intervento precoce può prevenirne l'insorgenza e rallentarne la progressione», afferma Anxin Wang, ricercatore al Centro nazionale per le malattie neurologiche dell'Ospedale Tiantan di Pechino.
Gli scienziati cinesi hanno analizzato i dati di 11.156 partecipanti allo studio Kailuan, trial prospettico in corso dal 2006 su oltre 100.000 persone fra i 18 e i 98 anni. Ogni 2 anni è stata misurata la pressione sanguigna a riposo, e a partire dal 2010 sono state aggiunte le misurazioni della rigidità della parete arteriosa.
A distanza di 6 anni dall'inizio del follow up circa il 7% dei partecipanti aveva sviluppato il diabete. I dati indicano che i soggetti con pressione normale e arterie rigide avevano un rischio maggiore di diabete rispetto al gruppo con funzione vascolare ideale. Il rischio arrivava al massimo nei soggetti con elevata rigidità arteriosa e ipertensione, mentre si riduceva nei soggetti ipertesi con rigidità arteriosa nella norma.
«Questi risultati forniscono nuove informazioni sulla prevenzione del diabete, indicando che la diagnosi precoce e il trattamento dell'ipertensione e della rigidità arteriosa possono aiutare a ridurre il rischio di sviluppare la malattia», concludono gli autori.

Fonte: Hypertension 2022. Doi: 10.1161 /HYPERTENSIONAHA.122.19256
Hypertension

01/06/2022 Andrea Sperelli


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