Ipertensione, funziona la denervazione renale

Riduce in modo significativo la pressione sanguigna nel corso di tre anni

Sono positivi i dati a lungo termine dei primi 80 pazienti dello studio SPYRAL HTN-ON MED sull'efficacia della denervazione renale in caso di ipertensione.
I dati, pubblicati anche su The Lancet, hanno dimostrato che i pazienti a cui erano stati prescritti farmaci antipertensivi e che sono stati trattati con il sistema di denervazione renale (RDN) Medtronic Symplicity Spyral™ hanno continuato a mostrare riduzioni della pressione sanguigna durature e clinicamente significative nel corso di tre anni. A tre anni:

- Riduzione di 18,7 mmHg nei pazienti trattati con RDN rispetto a 8,6 mmHg nei pazienti sottoposti a trattamento placebo per la pressione sanguigna sistolica ambulatoriale (ABPM) nelle 24 ore
- Riduzione di 20,9 mmHg nei pazienti trattati con RDN rispetto a 12,5 mmHg nei pazienti sottoposti a trattamento placebo per la pressione sanguigna sistolica misurata nello studio del medico (OSBP)

Approvato per l'uso commerciale in più di 60 Paesi in tutto il mondo, il sistema di denervazione renale Symplicity Spyral è riservato a fini sperimentali negli Stati Uniti, in Giappone e in Canada.
"Negli ultimi studi, sono state osservate consistenti riduzioni della pressione sanguigna in pazienti con ipertensione non controllata trattati con il sistema Medtronic Symplicity Spyral RDN", ha affermato Felix Mahfoud, MD, cardiologo presso il Saarland University Hospital di Homburg, in Germania, e membro del Comitato esecutivo di SPYRAL HTN. "Ora, per la prima volta, disponiamo di dati randomizzati che dimostrano che in una popolazione di pazienti tipici, ovvero affetti da ipertensione e che assumono farmaci antipertensivi e trattati con RDN, vi è un notevole effetto di riduzione della pressione sanguigna e a lungo termine. L'abbassamento della pressione sanguigna può avere risultati clinici significativi per i pazienti, inclusa una diminuzione del rischio di eventi cardiovascolari".
Lo studio ha anche dimostrato la sicurezza procedurale e a lungo termine del catetere per denervazione renale Symplicity Spyral, con assenza di maggiori eventi avversi relativi al dispositivo o alla procedura nel corso di tre anni.
"Con i dati randomizzati ON MED presentati e pubblicati oggi, Medtronic ha provato il beneficio a lungo termine della denervazione renale in pazienti sottoposti a trattamento di terapia farmacologica anti-ipertensiva, continuando a dimostrare che si tratta di una procedura sicura", ha affermato Jeffrey Popma, MD, direttore Coronary & Renal Denervation e Structural Heart & Aortic di Medtronic. "Ciò evidenzia l'importanza di ulteriori opzioni di trattamento come la denervazione renale".
“I risultati a tre anni dallo studio dimostrano la persistenza dell'effetto anti-ipertensivo della denervazione renale con radiofrequenza nel tempo, e un'ulteriore riduzione dei valori ottenuti pochi mesi dopo il trattamento. Un calo di circa 20 mmHg di pressione sistolica (tra i 19 e i 21 mm) è un dato di grande rilevanza clinica, che fornisce un robusto elemento clinico alla miglior comprensione degli effetti offerti da questa nuova terapia" ha dichiarato il Professor Flavio Ribichini, Professore Ordinario di Malattie dell'Apparato Cardiovascolare del Dipartimento di Medicina all'Università di Verona e Direttore della UOC di Cardiologia presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona Ospedale Civile Maggiore.
SPYRAL HTN-ON MED è uno studio globale, randomizzato e sham-controlled che studia l'effetto di riduzione della pressione sanguigna e la sicurezza dell'RDN con il sistema Medtronic Symplicity Spyral tramite radiofrequenza in pazienti affetti da ipertensione a cui sono stati prescritti da uno a tre farmaci antipertensivi. I dati ON MED a lungo termine presentati all'ACC.22 hanno studiato la stessa coorte di pazienti dell'analisi dell'endpoint primario a sei mesi precedentemente pubblicata su The Lancet nel 2018.
Medtronic ha anche annunciato di aver recentemente completato la randomizzazione per l'intera coorte del suo studio SPYRAL HTN-ON MED e di aver chiuso l'arruolamento. L'intera coorte di analisi ha come obiettivo fino a 340 pazienti randomizzati. Medtronic prevede che il follow-up post-procedura a sei mesi per l'intera coorte sarà completato nella seconda metà del 2022.
"I dati presentati all'ACC sottolineano la fiducia di Medtronic nell'RDN come soluzione per i milioni di persone che soffrono di pressione alta incontrollata. Questi nuovi dati saranno importanti per i funzionari degli enti normativi, per i medici e per i soggetti pagatori", ha affermato Jason Weidman, vicepresidente senior e presidente dell'unità aziendale Coronary & Renal Denervation, che fa parte del portfolio cardiovascolare di Medtronic. "Guardando al futuro, continuiamo a concentrarci sul follow-up a sei mesi previsto per l'intera coorte dello studio ON MED nella seconda metà di quest'anno".
Lo studio SPYRAL HTN-ON MED fa parte del programma clinico globale SPYRAL HTN, in aggiunta ai dati sulla sicurezza e l'efficacia per l'RDN. Insieme ai dati reali del Global Symplicity Registry, combinati con l'esperienza commerciale, sono state eseguite più di 20.000 procedure con la tecnologia RDN di Medtronic. Il programma clinico è supportato dall'esperienza su pazienti più rigorosa ed estesa studiata in presenza e assenza di farmaci e in pazienti con rischio cardiovascolare basale elevato.
La procedura RDN di Medtronic applica un approccio minimamente invasivo basato sull'erogazione di energia a radiofrequenza su nervi specifici che corrono lungo le arterie renali che possono diventare iperattivi e causare ipertensione.
A confermare l'efficacia della denervazione renale in caso di ipertensione è anche uno studio pubblicato su The Lancet da ricercatori della Queen Mary University of London guidati da Manish Saxena, che spiega: «I pazienti con ipertensione resistente soffrono spesso di danno agli organi, incluso danno al cuore, agli occhi e ai reni, hanno una scarsa qualità di vita e hanno un rischio più alto di eventi cardiovascolari e morte. Trovare altri modi per ridurre la pressione sanguigna in questi pazienti difficili da trattare, come la denervazione renale, abbasserà il loro rischio cardiovascolare, ridurrà il loro carico di farmaci, migliorerà la loro qualità di vita e infine porterà a risparmi sui costi per il Sistema sanitario nazionale», ha aggiunto.
Allo studio hanno partecipato pazienti di diversi centri specializzati: i soggetti erano fra i 18 e i 75 anni, con una pressione sanguigna di 140/90 mmHg nonostante l'assunzione dei farmaci antipertensivi. Dopo alcune settimane di terapia standard, 136 volontari sono stati randomizzati a ricevere la denervazione renale con ultrasuoni o una procedura sham (ovvero un finto trattamento). Dopo 2 mesi, la denervazione ha ridotto maggiormente la pressione sanguigna dei partecipanti rispetto alla procedura sham: -8,0 mmHg contro -3,0 mmHg, per una differenza mediana tra i gruppi di 4,5 mmHg.
Non sono emersi problemi di sicurezza. «Questo è probabilmente uno degli studi più importanti nel campo dell'ipertensione che emerge nell'era della pandemia. È plausibile che nel prossimo futuro la denervazione renale possa diventare un'opzione di trattamento per i pazienti con ipertensione e che nei prossimi mesi
il National Institute for Health and Care Excellence (NICE) valuterà nuovamente la tecnologia in base ai recenti set di dati», ha affermato Melvin Lobo della Queen Mary University of London, tra gli autori dello studio.

Fonte: The Lancet

20/04/2022 17:15:00 Andrea Sperelli


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