Il ruolo dei PBDE nel cancro alla tiroide

I ritardanti di fiamma aumentano il rischio della neoplasia

Un team di ricercatori dell'Università di Yale ha associato l'esposizione ai ritardanti di fiamma a un maggior rischio di cancro alla tiroide. Gli eteri di difenile polibromurato (PBDE) sono sostanze chimiche contenute in moltissimi prodotti di uso comune come smartphone, tablet, computer, televisori, forni a microonde, materassi e tanti altri. Servono a evitare che i prodotti che utilizziamo prendano improvvisamente fuoco magari a causa di una temperatura di esercizio troppo elevata.
Tuttavia, l'esposizione ai PBDE non può essere ritenuta priva di rischi, come afferma la dott.ssa Yawei Zhang, coordinatrice del progetto di ricerca pubblicato sulla rivista scientifica dell'ateneo americano, lo Yale Public Health Magazine.
Basandosi sui risultati di ricerche precedenti che avevano già suggerito la possibilità di diversi effetti negativi sulla salute, il team di Zhang ha progettato due tipi di analisi epidemiologiche. La prima intende verificare il nesso fra l'esposizione ai PBDE e il rischio di cancro tiroideo esaminando tutti i casi di cancro diagnosticati nello stato del Connecticut fra il 2010 e il 2011.
Il secondo progetto, di più ampio respiro, è uno studio longitudinale da realizzare in collaborazione con i Centers for Disease Control and Prevention. Il team diretto dalla dott.ssa Zhang spera di rendere chiaro il ruolo dei PBDE nell'insorgenza del cancro alla tiroide grazie all'analisi di 800 casi di tumore tiroideo e 800 soggetti di controllo ricavati da un archivio nazionale che tiene conto del periodo che va dal 2000 al 2012.
“Il cancro della tiroide una volta era molto raro - spiega Zhang - con solo cinque casi per 100.000 persone all'anno. Ma negli ultimi vent'anni è aumentato a quasi 15 casi per 100.000. Nessun altro tumore mostra una tale rapida tendenza di crescita”.
L'esposizione a queste sostanze è sempre più in aumento, e di conseguenza la loro presenza nel sangue delle persone. Secondo alcune stime, negli Stati Uniti il 97 per cento dei cittadini avrebbe nel proprio sangue livelli più o meno alti di PBDE.
L'Unione Europea ha vietato nel 2004 l'uso di penta e octaBDE, due composti inseriti nella lista degli inquinanti organici persistenti della Convenzione di Stoccolma nel 2009.
“Come altri inquinanti organici persistenti - sottolinea Zhang - queste sostanze chimiche sono molto persistenti nell'ambiente e mostrano anche bioaccumulazione”, vale a dire che una volta entrati nel nostro organismo vi restano per molto molto tempo. Si parla infatti di un'emivita che va dai 2 ai 12 anni.
“I PBDE sembrano mimare l'ormone tiroideo e disturbare l'omeostasi della tiroide - spiega la dott.ssa Zhang -. Questo può causare i tumori. Ecco perché abbiamo proposto questa ipotesi di collegamento tra PBDE e cancro alla tiroide. Vorrei trovare i fattori di rischio responsabili delle tendenze di crescita dei casi per questa malattia”.

Andrea Piccoli


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