Cancro alla tiroide secondario mortale per i giovani

Più pericoloso di quello primitivo

Un cancro alla tiroide non è mai una buona notizia, ma secondo una ricerca pubblicata su Cancer quello secondario causa un rischio di morte significativamente superiore rispetto a quello primitivo, almeno fra gli adolescenti e i giovani adulti.
Sono conclusioni tratte da uno studio della University of Southern California Keck School of Medicine di Los Angeles coordinato dalla prof.ssa Melanie Goldfarb, docente di chirurgia, che spiega: “il cancro della tiroide è tra i cinque tumori più comuni negli adolescenti e giovani adulti di età compresa fra 15 e 39 anni. Può svilupparsi come cancro iniziale o anche, sebbene più raramente, dopo il trattamento per un cancro preesistente”.
Insieme al dott. David Frayer del Children Hospital di Los Angeles, il team della prof.ssa Goldfarb ha messo a punto uno studio per confrontare le caratteristiche, il trattamento e la sopravvivenza dei tumori primitivi e di quelli secondari documentati fra il 1998 e il 2010 negli adolescenti e nei giovani adulti che provenivano nell'archivio dati dell'American College of Surgeons National Cancer Database.
“Dei 41.062 casi registrati, 1.349 (il 3,3%) avevano avuto un tumore maligno precedente, e rispetto ai casi di tumore tiroideo primitivo, quelli secondari avevano maggiori probabilità di essere più piccoli, più aggressivi e di presentarsi a focolai multipli”, spiega la prof.ssa Goldfarb. Secondo i dati, i pazienti affetti da carcinoma tiroideo secondario mostravano un rischio 6,6 volte maggiore di morire rispetto ai pazienti colpiti da cancro primitivo. La sopravvivenza legata alla giusta terapia è ottima in entrambi i casi, circa il 95 per cento.
“Con questi risultati si spera di stimolare la ricerca futura per verificare se ci sono cause biologiche, ambientali o correlate al trattamento che possano giustificare le differenze di sopravvivenza tra neoplasie tiroidee primitive e secondarie”, conclude Goldfarb.

Andrea Sperelli


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