Quando il cancro ai polmoni colpisce chi non fuma

Causato da un accumulo di mutazioni genetiche

Capita più frequentemente di quanto si pensi la diagnosi di cancro ai polmoni in soggetti che non fumano. Stando alle statistiche, la prevalenza è di circa 15-20 casi ogni 100. Ma perché succede?
Uno studio pubblicato su Nature Genetics ha provato a spiegarlo, scoprendo che nella maggior parte dei casi la neoplasia si sviluppa in seguito a un accumulo di mutazioni genetiche causate da processi naturali che si verificano nell'organismo.
«Un caso su cinque di carcinoma polmonare riguarda un non tabagista, anche in Italia— dice al Corriere della Sera Silvia Novello, Ordinario di Oncologia Medica presso il Dipartimento di Oncologia dell'Università di Torino —. Questi pazienti sviluppano soprattutto un tipo di neoplasia (l'adenocarcinoma) e, anche se i dati riportati in letteratura sono contraddittori, sembrerebbe che (a parità di altri fattori quali lo stadio di malattia e l'età) i non tabagisti che si ammalano abbiano una migliore sopravvivenza. Quanto alle cause, sicuramente esiste una dimostrata predisposizione familiare, indipendentemente da quale sia il tipo di cancro, ossia non solo in presenza di casi familiari di neoplasia polmonare. Alcuni studi, poi, mettono in luce il ruolo di fattori genetici, ma la componente ereditaria deve essere approfondita e pare riguardare comunque un'esigua minoranza di pazienti. Certo, invece, è il ruolo cancerogeno di radon, asbesto (amianto, metalli pesanti quali cromo, cadmio e arsenico) e dell'inquinamento atmosferico. Infine ancora troppo sottovalutato è il ruolo del fumo di seconda mano, che invece fa lievitare il pericolo: in Italia i fumatori passivi sono ancora molti, un fatto gravissimo soprattutto per i bambini».
I ricercatori americani del National Cancer Institute hanno realizzato un'analisi genomica delle neoplasie polmonari in 232 persone che non avevano mai fumato e alle quali era stato diagnosticato un carcinoma non a piccole cellule. Hanno definito 3 sottotipi molecolari di cancro tipici dei non tabagisti. Nella maggior parte dei casi si tratta di tumori causati da mutazioni associate a danni dovuti a processi endogeni, ovvero che si verificano in modo naturale nell'organismo.
«Grazie alla moderna medicina di precisione, in base alla presenza o meno di determinate mutazioni genetiche è oggi possibile scegliere la terapia più indicata nel singolo paziente e avere speranza di ottenerne la massima efficacia — ricorda Novello, che è presidente di Walce Onlus (Women Against Lung Cancer in Europe) —. Per questo eseguire i test che identificano determinati marcatori tumorali è ancor più importante nei non fumatori».
«Sono informazioni che vanno confermate su numeri più ampi di pazienti e servono ancora molte indagini — sottolinea l'epidemiologa Maria Teresa Landi, prima autrice dello studio in forze alla Divisione Cancer Epidemiology and Genetics del National Cancer Institute statunitense —, ma stiamo iniziando a distinguere meglio i differenti sottotipi di cancro ai polmoni, in fumatori e non, e questo potrà aiutarci a fare diagnosi più precise e mettere a punto cure più efficaci».

09/09/2021 09:50:26 Andrea Sperelli


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