Cos'è la sindrome dell'abbandono

Evenienza sempre più frequente nelle coppie

La paura dell'abbandono è una forma di dipendenza affettiva dall'altro, fondata sulla convinzione di non essere in grado di prendersi cura di sé stessi da soli ed è classificata nelle patologie legate all'ansia.
Secondo la Anxiety and Depression Association of America i disturbi d'ansia complessivamente impattano il 18,1% della popolazione maggiorenne (oltre 40milioni di persone negli USA).
“Un trauma psicologico ed emotivo che interessa persone lasciate dal proprio partner e può condurre a sintomi psico-fisici anche gravi". Lo segnala Samantha Vitali, psicologa, psicoterapeuta collaboratrice L.I.D.A.P. (Lega Italiana d'Attacchi di Panico) e docente al MAPS di Milano. Con particolare riferimento alla recente fine della relazione tra Ambra Angiolini e l'allenatore Max Allegri, la Vitali sottolinea che "non ci sono evidenze nelle loro manifestazioni pubbliche di sintomatologie diverse dal naturale dispiacere legato alla fine di un rapporto, al contrario, il comunicato di Ambra fa capire come stia affrontando questo momento vedendolo come un nuovo inizio e l'occasione per imparare a rinforzare la propria resilienza, in un percorso di crescita personale. In altri casi la così chiamata Sindrome dell'abbandono è da inserirsi nel quadro psicopatologico ben più ampio delle Dipendenze affettive. Colpisce tutte le categorie e classi sociali indistintamente, in quanto legata alle dinamiche di attaccamento con le figure parentali. I dati epidemiologici indicano che il 99% dei soggetti dipendenti affettivi sono di sesso femminile. La fascia di età è ampia, va dalle post-adolescenti di età compresa tra i 20 e i 27 anni fino alle persone adulte tra i 45 e i 50 anni. Nei miei 13 anni di esperienza professionale - conclude la Vitali - sono numerosi i pazienti che si sono rivolti al mio studio manifestando sintomi legati a questo disagio".
La psicologa elenca anche una serie di sintomi della sindrome:

- Sentimenti di ansia legati alla separazione
- Bassa autostima e ritenersi inadeguati o non degni di essere amati
- Vivere in funzione del partner per paura di essere lasciati
- Vivere situazioni tossiche ed estreme pur di non chiudere la relazione
- Difficoltà ad avere relazioni sane per paura di essere rifiutati
- Instabilità emotiva, che può sfociare in rabbia e paura
- Affezionarsi alle persone rapidamente ma anche rapidamente dimenticarle
- Ipercontrollo. Il bisogno di sapere costantemente cosa sta facendo o cosa prova l'altro, in modo quasi maniacale,


E questi sono i sintomi più acuti:

a) Quando il rapporto è in corso: esistono dei veri e propri circuiti dipendenziali dalla presenza dell'altro che portano nei casi più gravi all'isolamento e alla perdita di contatto con la realtà.

b) Quando il rapporto finisce: può portare a disturbi depressivi e dell'umore o disturbi ossessivi/maniacali.

Per capire se si è predisposti a sviluppare disagi legati all'abbandono, il sito di ricerca americano Psychmechanics ha messo a disposizione anche un test on line da effettuare in pochi minuti.

Come se ne esce? Ecco il consiglio di Samantha Vitali: "Il percorso terapeutico individuale o di gruppo porta a prendere consapevolezza delle cause alla base di questa patologia e a potenziare le risorse della persona, grazie alle quali può acquisire una maggiore autostima al fine di riuscire a stringere relazioni sane, basate su un reale incontro con l'altro e non su una dipendenza".

25/10/2021 09:29:16 Andrea Sperelli


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