La terza dose funziona, Israele lo dimostra

Nessun decesso nel primo paese che ha cominciato la campagna

La terza dose del vaccino anti-Covid ha di fatto azzerato la curva epidemica in Israele. A partire dall’estate, nel paese si era registrata una pericolosa recrudescenza dei contagi, tanto che il governo ha reagito iniziando precocemente la campagna per la terza dose. Ne è risultato l’appiattimento della quarta ondata e l’azzeramento – ieri per la seconda volta in una settimana – dei decessi.
In Israele c’è quindi un nuovo ritorno alla normalità, che stavolta non è possibile attribuire in alcun modo alle restrizioni, che di fatto non ci sono state durante la quarta ondata. I nuovi casi giornalieri sono ora qualche centinaio, contro gli oltre 6.000 di un paio di mesi fa.
Nonostante la crescita dei contagi, quella delle ospedalizzazioni e dei decessi è stata molto inferiore grazie alle prime due dosi di vaccino. La maggior parte dei contagi ha riguardato non a caso i non vaccinati, che in Israele sono più che in Italia: il 38% contro il 27% del nostro paese.
Ad agosto il governo ha iniziato la nuova campagna, dopo aver osservato il calo di immunità verificatosi in ogni fascia d’età. Nel giro di 3 mesi, 4 milioni di israeliani – il 42% della popolazione – hanno ricevuto la terza dose di Pfizer, mentre 1,1 milioni devono ancora riceverla. Se all’inizio la terza dose era prevista solo per gli over 60, ora è aperta a tutti a partire dai 12 anni.
I dati dimostrano la grande efficacia del richiamo nel contrasto dell’epidemia. Uno studio del National Institute for Health Research, nel Regno Unito, mostra che la terza dose di AstraZeneca ha consentito di aumentare il livello di protezione nei confronti dell’infezione sintomatica dal 44 al 93%, per Pfizer dal 62,5 al 94%. Si tratta peraltro di un livello di protezione mai raggiunto da AstraZeneca.
La terza dose è ora stata completamente implementata anche in Italia, con l’apertura delle prenotazioni a partire dai 40 anni. Molti si chiedono quanto durerà stavolta la protezione.
I dati di Israele sono ancora una volta preziosi. Uno studio sui livelli di anticorpi condotto dal Tel Hashomer Hospital mostra che la dose booster offre una protezione ancora migliore rispetto alle prime due, presumibilmente della durata di almeno 9-10 mesi.
Sono molti gli immunologi che pensano peraltro che la terza dose possa essere in qualche modo risolutiva. Secondo Sergio Abrignani, immunologo del Comitato tecnico scientifico, ad esempio, la terza dose potrebbe innescare una memoria di lungo termine che consentirebbe di non sottoporsi a ulteriori richiami prima di 5 o 10 anni. Un vero sogno, se fosse vero.

18/11/2021 10:22:14 Andrea Sperelli

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