Covid, e se Omicron fosse una buona notizia?

C’è l’ipotesi che sia più contagiosa ma meno grave

Molto più contagiosa ma dai sintomi lievi. Una combinazione eccellente per i nostri interessi. È l’ipotesi migliore riguardo alla nuova variante che viene dal Sudafrica, prontamente ribattezzata Omicron dall’Oms, che ha saltato le lettere Nu e Xi dell’alfabeto greco in uso per identificare i nuovi ceppi. La prima per evitare di confondere gli anglofoni – Nu sarebbe infatti troppo simile a New (nuovo) -, la seconda per non dar vita a casi diplomatici, dato che Xi è anche uno dei cognomi più diffusi in Cina.
La dottoressa sudafricana Angelique Coetzee, la prima ad aver scoperto la variante su un uomo di 33 anni, è convinta della minor pericolosità di Omicron: "Da circa otto settimane non avevamo pazienti Covid. A metà novembre è arrivato un uomo di 33 anni. Presentava dei sintomi lievi ma diversi da tutti quelli che avevo visto fino ad allora. Ho deciso di fare il test perché comunque ci trovavamo davanti a un’infezione virale. Al quarto membro della sua famiglia risultato positivo, con gli stessi sintomi leggeri, mi si è accesa una lampadina. I sintomi sono stanchezza, mal di testa, prurito in gola, leggero raffreddore. Non coincidevano con quelli della Delta che avevamo visto fino a dieci settimane prima. Abbiamo deciso di testarli perché erano simili a quelli di un’infezione virale. Finora nessun paziente affetto da Omicron è stato ricoverato. Non abbiamo mai riscontrato effetti gravi. La cosa interessante è che i pazienti con forti dolori alla gola sono poi risultati tutti negativi”.
Omicron, tuttavia, presenta un numero di mutazioni stranamente alto, e i ricercatori stanno lavorando per capirne il motivo.
"I sintomi sono molto lievi e sono uguali per vaccinati e non. I pazienti ora stanno molto bene, e a breve li ritesteremo. Nessuno ha presentato problemi degni di nota. E consideri che siamo arrivati al dodicesimo giorno dalla scoperta. Si sono ripresi tutti velocemente, in due-cinque giorni".
A un’ipotesi del genere sembra credere anche Andrea Crisanti, microbiologo dell’Università di Padova: “È una variante con elevata trasmissione, altrimenti non avrebbe prevaricato la Delta. Ha un vantaggio selettivo, è più contagiosa. Sarebbe una pessima notizia se si scoprisse che la Omicron è causa di forme di malattia grave. Sarebbe una notizia ottima se invece si capisse che, come sembra sulla base dei primi dati raccolti in Sud Africa, sia responsabile di sintomi lievi», spiega al Corriere della Sera. “In questo caso sarebbe la prova che l’epidemia è finita perché verrebbe alimentata da una variante che immunizza senza fare male. Significherebbe che il virus starebbe evolvendo verso una minore virulenza. Quindi la comparsa di questo nuovo ceppo non è necessariamente un fatto negativo». Le prossime settimane saranno cruciali per capire di quale minaccia stiamo parlando o se non siamo al contrario di fronte a un inatteso regalo di Natale.

29/11/2021 10:22:27 Andrea Sperelli

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