Gli effetti dello smart working su corpo e mente

Non solo conseguenze positive della nuova modalità di lavoro

La pandemia da Covid-19 ha apportato allo stile di vita di molti di noi cambiamenti più o meno evidenti; tra questi rientra anche un nuovo modo di lavorare: lo smart working.
I lavoratori costretti allo smart working si sono trovati, da un giorno all'altro, a dover abbandonare la comoda postazione di lavoro dell'ufficio e a doverne creare una improvvisata in un angolo della casa, magari in cucina oppure nella camera da letto. Sedie, scrivanie, ma anche computer, mouse e tastiera, tutto è stato messo insieme nel giro di pochi giorni per dare inizio a un'attività lavorativa da reinventare, fatta di ore di solitudine e videoconferenze con i colleghi.
Il lavoro agile ha così fatto la sua comparsa, estendendosi a macchia d'olio e portando con sé tanti aspetti positivi, ma anche qualcuno negativo. Il fatto di non disporre di un angolo attrezzato ad hoc e, durante i lockdown, di non poter uscire di casa, ha favorito, per esempio, la comparsa di dolore alla schiena e alla cervicale. Questo genere di dolore in realtà può essere trattato nell'immediato applicando rimedi farmaceutici di automedicazione, come ad esempio i cerotti medicati Brexidol o le pomate per uso topico, ma senza un intervento alla radice, il rischio di recidive e complicazioni è dietro l'angolo.

Gli effetti dello smart working sul corpo
Lo smart working è, a ben guardare, molto simile al classico lavoro d'ufficio in quanto anche in questo caso si trascorrono molte ore seduti nella medesima posizione, spesso davanti a un computer.
Le differenze sono sostanzialmente due:
- si è da soli o, al limite, in compagnia dei propri familiari;
- non si dispone, almeno inizialmente, di una postazione di lavoro idonea.
Il fatto che non vi siano colleghi con i quali scambiare opinioni, può portare a ridurre ancora di più il movimento e a rimanere per molte ore con gli occhi fissi sul monitor del pc. Inoltre, una postazione di lavoro non idonea può aumentare i problemi legati alle cattive posture e all'assenza di movimento.
È per questi motivi che lo smart working ha portato, durante il lockdown, a un aumento dell'incidenza di:
- problemi posturali;
- cervicalgia e dolori articolari;
- occhi rossi e abbassamento della vista;
- mal di testa e insonnia.
La riduzione del movimento causata dal non poter uscire dalla propria abitazione ha, inoltre, contribuito all'aumento dei casi di sovrappeso e obesità, nonché di problemi cardiocircolatori.

Anche la mente può risentirne
Problemi fisici, ma non solo. Sebbene lavorare nella propria abitazione può far sentire più sereni e appagati, sul lungo periodo può causare alienazione e portare a trascorrere davanti al pc più ore del dovuto.
Anche l'assenza di rapporti diretti con i colleghi può ridurre gli stimoli esterni, facendo aumentare lo stress da lavoro.

Vivere lo smart working in modo positivo
Gli aspetti negativi dello smart working possono essere notevolmente attenuati seguendo pochi, semplici accorgimenti. Innanzitutto, è necessario creare una postazione di lavoro che permette di mantenere la giusta postura e di avere un'illuminazione corretta.
In secondo luogo, bisogna darsi degli orari e rispettarli staccando la spina e non lavorando più di otto ore; ogni ora è inoltre fondamentale alzarsi e sgranchirsi le gambe, facendo anche un po' di stretching per sciogliere i muscoli della schiena e del collo.
Terminate le ore di lavoro, è d'obbligo spegnere tutto e uscire all'aria aperta per fare un po' di movimento, scaricare lo stress e rilassare la mente.

14/09/2022 09:06:45


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