La dieta MIND per il cervello

Regime alimentare protettivo contro le malattie neurologiche

Una dieta apposita per rinforzare il cervello e contrastare l'avanzare delle malattie neurologiche. ├ł quanto hanno messo a punto i ricercatori della Rush University di Chicago che hanno ideato il protocollo alimentare MIND, acronimo che sta per Mediterranean-DASH Intervention for Neurodegenerative Delay.
In sostanza, il regime alimentare ├Ę un mix fra Dieta mediterranea e dieta Dash, il trattamento dietetico che mira a contrastare l'ipertensione.
┬źEntrambi i modelli si sono rivelati efficaci sia nella prevenzione del rischio di patologie cronico degenerative, sia nel contrastarne l'avanzamento, comprese le patologie neurologiche - conferma al Corriere della Sera Ilaria Prandoni, biologa e nutrizionista di Palazzo della Salute del Gruppo San Donato -, ma i ricercatori di Chicago hanno deciso di puntare maggiormente l'attenzione sui singoli alimenti che, nei vari studi scientifici pubblicati, si sono dimostrati essere validi nel proteggere il cervello┬╗.
Quali sarebbero dunque i cibi che proteggono l'attivit├á del cervello? ┬źSono quelli ricchi di antiossidanti, polifenoli, acidi grassi polinsaturi, vitamine del gruppo B, vitamina E┬╗, chiarisce la specialista. E come ├Ę strutturata la dieta MIND? ┬źPrivilegia frutta di stagione, verdure, legumi (prevalentemente fagioli), semi, frutta secca a guscio oleosa (soprattutto noci), olio extravergine d'oliva e cereali integrali, pesce, pollo, pochissima carne rossa, pochissimo formaggio e un grosso limite a tutti i cibi processati┬╗.
Un regime alimentare che quindi non si discosta molto da quello mediterraneo. Largo spazio alle verdure a foglia verde e scura come spinaci, rucola, indivia, cicoria, lattuga romana, cavoli, alimenti ricchi di acido folico. Grande importanza rivestono anche frutti rossi e cereali integrali. Inoltre, vanno consumati carne bianca, pesce e fagioli per il giusto introito di proteine.
┬źNel recente studio che i ricercatori di Chicago hanno pubblicato sul New England Journal of Medicine (NEJM) non si evince una grande differenza nel miglioramento dei punteggi cognitivi tra il gruppo di controllo e quello che ha seguito la dieta MIND, ma ├Ę possibile che la durata dell'intervento (3 anni) sia stata troppo breve per notare differenze in termini di declino cognitivo┬╗, sostiene l'esperta.
Nello studio sono state arruolate 1.929 persone cognitivamente integre, ma con storia familiare di demenza, un indice di massa corporea (BMI) che indicava sovrappeso e una dieta definita ┬źnon ottimale┬╗.
I soggetti sono stati divisi in due gruppi, il primo dei quali ha seguito la dieta MIND con lieve restrizione calorica e il secondo una dieta generica sempre con lieve restrizione calorica.
A distanza di 3 anni sono emersi miglioramenti nei punteggi cognitivi generali, mentre la risonanza magnetica ha mostrato volumi cerebrali simili nei due gruppi.
┬źCome detto, questo tipo di protocollo (come gli altri regimi alimentari salutari) non deve essere inteso come dieta per dimagrire da abbandonare una volta ottenuto il risultato - commenta Prandoni -, ma deve essere assunto come stile di vita e seguito nel tempo. Per questo i 3 anni possono non essere stati sufficienti. In ogni caso i principi e gli alimenti su cui puntano i ricercatori di Chicago sono condivisibili e non dissimili da quelli della dieta mediterranea┬╗.
Oltre all'alimentazione ├Ę necessario tuttavia praticare attivit├á fisica, esercitare la mente e curare le relazioni sociali per cercare di allontanare il pericolo della demenza.

26/10/2023 14:26:55 Andrea Sperelli


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