Mangiare pesce riduce i rischi per il cuore

Nesso fra assunzione di prodotti ittici e salute cardiovascolare

Uno studio della North-West University del Sudafrica mostra l'efficacia del consumo di pesce nel prevenire le malattie cardiovascolari. I ricercatori hanno condotto una metanalisi sulla relazione tra il consumo di pesce e l'incidenza e la mortalità da malattie cardiovascolari. Secondo i risultati della ricerca, pubblicati su una rivista peer-reviewed, assumere 150 grammi di pesce due volte a settimana riduce significativamente il rischio di malattie a carico del cuore e dei vasi sanguigni, come l'infarto del miocardio, fino al 10%, un'evidenza che avvalora gli altri studi nel settore.
Secondo quanto emerso, infatti, il consumo di pesce fresco e in scatola, in particolare di pesci definiti grassi, come sardine, salmone, trota e sgombro, è benefico per la salute cardiovascolare a causa dell'elevato contenuto di acidi grassi polinsaturi, noti per il loro effetto protettivo riguardo al rischio di problemi cardiaci e i livelli di colesterolo nel sangue. Una piccola porzione di pesce al giorno, pari a una scatoletta di tonno, o le due porzioni alla settimana raccomandate dalle linee guida, possono ridurre il rischio di malattie cardiovascolari di circa il 10%. Questa probabilità può essere ridotta fino al 30% assumendo una porzione intera di pesce al giorno.
La ricerca è stata basata su un'analisi sistematica delle più recenti evidenze provenienti da studi prospettici di coorte. I risultati, infatti, sono supportati da un'ampia serie di dati raccolti da stime indipendenti che hanno coinvolto più di un milione di partecipanti.
Secondo un altro studio pubblicato sul British Medical Journal, il rischio cardiovascolare si riduce grazie al consumo di due porzioni di pesci grassi alla settimana. Lo stesso effetto protettivo non si avrebbe con i supplementi di olio di pesce. La metanalisi condotta dal team dell'Università di Cambridge ha preso in esame 38 studi precedenti per comprendere il nesso esistente fra consumo di pesce e rischio di ictus o di ischemie. Il campione fornito dagli studi si aggira sugli 800 mila pazienti provenienti da 15 paesi diversi, per un totale di oltre 34 mila eventi cerebrovascolari.
Dai dati emerge il fatto che fra i soggetti che mangiavano da due a quattro porzioni di pesce alla settimana si registrava una riduzione del 6 per cento del rischio di malattie cardiovascolari rispetto a chi consumava meno pesce. Fra i soggetti che consumavano più di cinque porzioni di pesce, poi, il rischio si abbassava del 12 per cento. A ogni aumento di due porzioni di pesce corrispondeva una riduzione del 4 per cento del rischio. Tuttavia, i ricercatori hanno evidenziato la nullità dei presunti benefici indotti dall'assunzione di integratori a base di grassi omega 3.

22/12/2023 09:40:48 Andrea Sperelli


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