Ovariectomia, il rischio è la malattia renale cronica

Nesso fra privazione di estrogeni e danni renali

L'intervento per la rimozione delle ovaie prima della menopausa allo scopo di prevenire il cancro ovarico va considerato con attenzione. Il rischio, infatti, è quello di aumentare le probabilità di insorgenza di malattia renale cronica.
A suggerirlo sono i risultati di uno studio pubblicato sul Clinical Journal of the American Society of Nephrology da un team della Mayo Clinic coordinato da Walter Rocca, che spiega: «Questo è il primo studio che ha dimostrato un importante legame tra privazione degli estrogeni nelle donne più giovani e danni renali. Le donne che rimuovono le ovaie chirurgicamente vanno incontro a un aumento del rischio a lungo termine di malattia renale cronica».
In ricerche precedenti, gli studiosi avevano scoperto che l'estrogeno aveva un effetto protettivo sui reni. I ricercatori hanno analizzato 1.700 donne sottoposte a ovariectomia bilaterale prima dei 50 anni e prima della menopausa, e altre 1.700 donne che formavano il gruppo di controllo.
Nel corso del follow up di 14 anni, 211 donne del gruppo ovariectomia e 131 del gruppo di controllo hanno sviluppato una malattia renale cronica. L'ovariectomia è risultata associata a un aumento del 42% del rischio di malattia renale cronica. Il rischio era più elevato fra le donne che si erano sottoposte all'intervento prima dei 45 anni e fra quelle che non avevano ricevuto una terapia con estrogeni.
«Le donne che pensano di sottoporsi a una ovariectomia bilaterale per la prevenzione del cancro ovarico dovrebbero ricevere adeguata informazione riguardo ai potenziali rischi di morbilità, che possono includere il rischio di malattia renale cronica», concludono gli autori.

28/09/2018 12:00:00 Andrea Sperelli


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