Le vampate della menopausa come segno di sofferenza cardiaca

Vampate di calore frequenti aumentano il rischio di malattia cardiovascolare

Le donne in menopausa che soffrono di frequenti vampate di calore mostrano un rischio cardiovascolare più elevato della media. Lo dice uno studio presentato nel corso del meeting della North American Menopause Society.
Una delle autrici della ricerca, Rebecca Thurston dell'Università di Pittsburgh, spiega: «Le donne in post-menopausa che riferiscono un elevato numero di fenomeni vasomotori hanno uno spessore intima-media carotideo significativamente più elevato rispetto alle coetanee con sintomi scarsi».
Il trial ha confrontato la frequenza delle vampate di calore con lo spessore delle tuniche intima e media della carotide, aspetto considerato come un indicatore di aterosclerosi subclinica.
Allo studio hanno preso parte 304 donne fumatrici con un'età media di 55 anni, senza sintomi clinici addebitabili a una malattia cardiovascolare. Nella maggior parte dei casi le donne erano in post-menopausa, con una pressione sanguigna nella norma, ma in sovrappeso e con un indice di massa corporea medio di 29 kg/m2. Grazie all'uso di un'agenda elettronica le partecipanti hanno annotato gli episodi relativi alle vampate di calore, mentre ovviamente lo spessore dell'intima-media carotideo è stato valutato in maniera oggettiva con l'ecografia.
«Metà delle donne non ha riferito la presenza di vampate, mentre l'altra metà ne ha registrato una media di quattro al giorno, con picchi fino a 10-12 al giorno», spiegano i ricercatori.
In questo sottogruppo si è registrata una correlazione diretta fra il numero degli eventi vasomotori e lo spessore medio-intimale della carotide. «Cosa del tutto assente in chi aveva quattro o meno vampate giornaliere, anche dopo aggiustamento per età, luogo di residenza, etnia, educazione, peso, quadro lipidico, lavoro notturno, diabete e colesterolo. Il disegno trasversale dello studio rende difficile definire se le vampate di calore sono la causa o una conseguenza di un rischio cardiometabolico, e pertanto non è chiaro se i sintomi vasomotori possano essere usati come marcatori di malattie cardiovascolari», conclude la dott.ssa Thurston.

Fonte: North American Menopause Society

18/11/2015 17:41:00 Andrea Piccoli


Notizie correlate