Fegato penalizzato dalla sedentarietà

Stare troppo tempo seduti favorisce l'accumulo di grasso epatico

Non c'è niente da fare, stare seduti è una conquista dell'evoluzione che paghiamo a caro prezzo. Secondo un nuovo studio, infatti, oltre al rischio di obesità e di malattie cardiovascolari di varia natura, a fare le spese di una sedentarietà eccessiva sarebbe anche il fegato.
Nello specifico, passare troppo tempo senza muoversi dalla sedia o dal divano causa un aumento delle probabilità di insorgenza della steatosi epatica non alcolica (NAFLD), condizione che si caratterizza per una lunga serie di lesioni dell'organo e che può evolvere anche in condizioni più gravi come la steatoepatite non alcolica - una fase infiammatoria della malattia -, la fibrosi, la cirrosi e infine il tumore del fegato.
I ricercatori guidati da Michael Trenell dell'Institute of Cellular Medicine dell'Università di Newcastle nel Regno Unito hanno monitorato per 33 mesi oltre 140mila coreani valutandone il tempo passato seduti, l'attività fisica compiuta e le condizioni del fegato.
È emersa un'associazione fra le ore trascorse seduti e la prevalenza della steatosi epatica non alcolica. Il nesso è stato evidenziato anche in quei soggetti senza problemi di peso, con un indice di massa corporea inferiore a 23.
“Il messaggio è chiaro: le nostre sedie ci stanno lentamente uccidendo”, ha dichiarato con una certa enfasi il prof. Trenell. “Il nostro corpo è fatto per muoversi e non è dunque sorprendente che la sedentarietà, caratterizzata da una ridotta attività muscolare, abbia un impatto diretto sulla fisiologia. Data la scarsa disponibilità di terapie farmacologiche, i cambiamenti nello stile di vita sono, al momento, il cardine del trattamento. La nostra sfida è ora di alzarci e muoverci per la NAFLD, sia fisicamente che metaforicamente”.

23/09/2015 11:28:00 Andrea Piccoli


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