Cancro all'esofago, nuovi test per la diagnosi precoce

Allo studio due tecniche che dovrebbero abbattere i tempi della diagnosi

Un team di ricercatori inglesi sta tentando di mettere a punto nuovi test per la diagnosi precoce del cancro all'esofago, uno dei pi├╣ difficili da individuare perch├ę spesso asintomatico fino alle ultime fasi della malattia.
Gli scienziati del Cancer Research UK Cambridge Institute e della Swansea University hanno pubblicato due studi su altrettanti possibili test per la diagnosi precoce del tumore. Nel primo si descrive una tecnica basata su un colorante luminescente, mentre il secondo esame punta a scoprire mutazioni nei globuli rossi.
Il team di Cambridge, coordinato da Sarah Bohndiek, si ├Ę servito di un colorante a emissione luminosa che si lega alle cellule sane dell'esofago, ma non a quelle precancerose, e ne ha descritto i risultati sul Journal of Biomedical Optics.
┬źIl colorante, che reagisce agli infrarossi, dovrebbe essere spruzzato su campioni di tessuto esofageo prelevati da pazienti con un aumentato rischio di sviluppare la malattia, e il tessuto neoplastico, non emittente, apparirebbe nero rispetto al circostante epitelio esofageo normale. Le persone ad alto rischio di cancro esofageo, come per esempio i portatori di esofago di Barrett, potrebbero essere strettamente monitorate con questa tecnica, e la rimozione precoce delle zone precancerose potrebbe prevenire lo sviluppo del cancro esofageo┬╗, spiega Bohndiek.
Il secondo test si basa invece su un semplice campione di sangue per la ricerca di globuli rossi mutati da utilizzare come marcatori di cancro esofageo. ┬źLe emazie mutate sono un effetto collaterale del cancro e sono rilevabili utilizzando attrezzature presenti in qualsiasi laboratorio ospedaliero di anatomia patologica┬╗, spiega Gareth Jenkins, coautore dello studio ancora in fase di pubblicazione.
I dati indicano che gli eritrociti mutati, pari a 5 per milione nelle persone sane, aumentano anche del mille per cento nei soggetti affetti da cancro all'esofago.

Fonte: Journal of Biomedical Optics

27/09/2016 10:20:00 Andrea Sperelli


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