I rischi della chirurgia in gravidanza

Variano a seconda dell'età gestazionale

I rischi di un intervento chirurgico in gravidanza variano a seconda dell'età gestazionale, dell'indicazione e dell'intensità. Lo ricorda uno studio pubblicato su Annals of Surgery.
La ricerca ha preso in esame 114 studi osservazionali per un totale di 67.111 donne incinte che si erano sottoposte ad appendicectomia (52 studi), colecistectomia (8) a chirurgia annessiale (34) o di tipo misto (20).
«Questa a oggi è la revisione sistematica e meta-analisi più completa sugli esiti avversi fetali e materni a seguito di una chirurgia addomino-pelvica di tipo non ostetrico», affermano la prima autrice Maria C. Cusimano, dell'Università di Toronto.
Gli scienziati hanno calcolato le percentuali aggregate globali di perdita del feto, nascita pretermine e mortalità materna, che sono risultate rispettivamente del 2,8%, 9,7% e 0,04%.
I tassi maggiori di nascita pretermine e perdita fetale si verificano con condizioni pelviche infiammatorie, ad esempio nel caso di appendicectomia o torsione annessiale.
Il rischio era più elevato se si affrontava l'operazione nel primo o nel secondo trimestre di gravidanza: i tassi erano infatti del 2,9% e del 5,6% nei primi due trimestri e 0,1% e 13,5% nel secondo e terzo trimestre. «Le nostre stime aggregate identificano gli scenari clinici con il rischio più alto di esiti fetali avversi a seguito delle chirurgia», scrivono i ricercatori. «Anche se non siamo in grado di fornire raccomandazioni specifiche sulla gestione, a causa della natura e della qualità degli studi identificati, questi dati possono aiutare i team multidisciplinari ad adattare le strategie di mitigazione».
Per ridurre i rischi, gli autori suggeriscono l'uso di tocolitici e corticosteroidi prima dell'operazione, il ricorso alla chirurgia elettiva preventiva o il rinvio dell'operazione al secondo trimestre.

Fonte: Annals of Surgery

17/02/2022 16:20:00 Andrea Sperelli


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