Coronavirus, basta mascherine di stoffa

Alcuni paesi rendono obbligatorie le Ffp2 nei luoghi pubblici al chiuso

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Keywords | Covid, mascherine, coronavirus,

Di fronte all’avanzata delle varianti di nuovo coronavirus, ancora più contagiose del ceppo originale di Wuhan, alcuni paesi europei hanno deciso di vietare l’utilizzo delle mascherine di stoffa in alcuni luoghi pubblici e di rendere obbligatorie le Ffp2.
Francia, Germania e Austria introducono quindi l’obbligatorietà delle Ffp2 – le mascherine utilizzate in origine in ambito sanitario – nei negozi, a bordo dei mezzi di trasporto e in altri luoghi pubblici al chiuso.
«Non mettiamo in dubbio l'efficacia delle mascherine usate finora, ma non avendo nuove armi contro i nuovi e più aggressivi ceppi del virus possiamo solo migliorare quelle che abbiamo». Con queste parole, il ministro della Salute francese Olivier Veràn ha spiegato la decisione.
Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Speranza, si dice d’accordo con la decisione dei colleghi europei: «Negli spazi chiusi e con ridotta distanza di sicurezza, le mascherine effettivamente protettive sono le Ffp2. In metro, autobus e mezzi pubblici sono la scelta migliore - spiega all'Adnkronos Salute -. Le mascherine come presidio vanno sempre portate in funzione degli obiettivi che ci si propone. Se sto da solo per strada, a distanza da altri, va bene anche la mascherina di stoffa. Ma se entro in un ambiente chiuso e abbasso la distanza di sicurezza, per essere protetto ho bisogno di una mascherina tipo Ffp2. Le evidenze scientifiche ci dicono questo: in un ambiente chiuso c'è la necessità di avere mascherine filtranti. E quelle filtranti sono le Ffp2».
Le mascherine di stoffa impediscono soltanto di espellere i droplet da bocca e naso, ma non proteggono chi le indossa e peraltro sono inefficaci anche nei confronti dell’aerosol, ovvero delle particelle virali di dimensioni più piccole. Ciò vale, in misura minore, anche per le mascherine chirurgiche, tanto che spesso anche il personale sanitario si contagia.
Intanto continua a far discutere il caso delle mascherine U-Mask, per le quali il ministero ha deciso la sospensione della commercializzazione. Tutto è nato dall’esposto di una ditta concorrente che accusava U-Mask di concorrenza sleale perché pubblicizzava una capacità di filtraggio superiore a quella effettiva assicurata dalle proprie mascherine. La capacità di filtraggio di U-Mask sarebbe del 70-80% e non del 98-99% dichiarato.
«Il prodotto U-Mask rispetta pienamente le norme e le leggi in materia. Tutta la documentazione tecnica relativa ai nostri dispositivi è stata a suo tempo inviata, come prescritto dalla legge, alle Autorità competenti, ossia il Ministero della Salute, che preso atto della correttezza della documentazione allegata e delle prove tecniche effettuate, ne ha disposto l'approvazione e la registrazione come dispositivi medici di classe uno», si difende in una nota l'azienda.
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Andrea Sperelli
22/02/2021



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