Covid, il vaccino protegge anche i bambini

Probabilità di contagio abbattute se i familiari si vaccinano

I bambini sotto i 12 anni non possono ancora vaccinarsi contro Covid-19, come noto. Tuttavia, uno studio svedese pubblicato su Jama evidenzia l’efficacia della vaccinazione come strumento di protezione comunitaria anche all’interno di una famiglia.
Più soggetti sono vaccinati, minore sarà il rischio di infettarsi anche per i soggetti non vaccinati. Il rischio è inferiore del 45%-61% se 1 persona in famiglia è stata vaccinata (o si è precedentemente infettata), del 75-86% se le persone immunizzate sono 2, del 91-94% se sono 3 e del 97% se ci sono 4 membri immunizzati.
La ricerca è stata realizzata su 1.789.728 soggetti distribuiti in famiglie composte da 2 a 5 membri con età media di 51,3 anni. Le caratteristiche di base degli individui non immuni erano: età media più bassa (27,3 anni), minor presenza di diagnosi mediche (come da infarto miocardico), reddito medio più basso e una percentuale inferiore di individui nati in Svezia.
I dati hanno tenuto conto delle nuove infezioni famigliari registrate fra il 15 aprile e il 26 maggio 2021. Sono state registrate 88.797 infezioni, il 5,7% del totale.
Nelle famiglie con 1 membro vaccinato i non immuni avevano un rischio inferiore dal 45% al 61% di contrarre il Covid, indipendentemente dalle dimensioni della famiglia, nelle famiglie con 2 membri vaccinati gli altri famigliari avevano un rischio inferiore dal 75% all’86, ulteriormente ridotto dal 91% al 94% nelle famiglie con 3 membri vaccinati (o precedentemente guariti) e nelle famiglie con 5 membri, di cui 4 immuni, il restante membro non immune aveva un rischio inferiore del 97%.
Risultati simili sono stati registrati anche in caso di infezione grave che causasse il ricovero in ospedale. Nelle famiglie con 3 membri, di cui 2 immuni, l’altro membro della famiglia non immune mostrava un rischio inferiore dell’80%.
«Questi risultati suggeriscono che i vaccini svolgono un ruolo chiave nel ridurre la trasmissione del virus all’interno delle famiglie, il che probabilmente ha implicazioni per l’immunità di gregge e il controllo della pandemia», scrivono gli autori della ricerca. «I risultati e le conclusioni del presente studio, inclusi i dati sulla dose singola, si applicano solo alla variante Alfa, che ha determinato oltre il 95% di tutti i casi Covid seguiti nella ricerca». Come spesso sottolineato, infatti, la singola dose non sembra sufficiente a ostacolare la diffusione della variante Delta.
In ogni caso, lo studio testimonia l’efficacia comunitaria della protezione assicurata dal vaccino. Nel contesto famigliare, ciò si traduce in una sorta di mini-immunità di gregge, un ambiente protetto che riesce a salvaguardare anche chi, come i bambini, non ha ancora accesso ai vaccini.

12/10/2021 17:00:00 Andrea Piccoli

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