Il sonno e i suoi disturbi

Tante le ore di sonno perse negli ultimi decenni

Dormire è un processo biologico indispensabile all'essere umano. Passiamo un terzo della nostra vita a letto, ma non sempre ci rendiamo conto di quanto importante sia riposare bene.
«Nelle società tecnologicamente avanzate vivono intere popolazioni deprivate di sonno che, nella maggior parte dei casi, non sanno di esserlo - spiega Sergio Garbarino, neurologo, professore di Neuroscienze dell'Università di Genova e organizzatore della Convention Italia Sonno 2019 -. In occidente, le ore di sonno medie sono passate dalle sette ore e mezza alle sei».
Una cattiva abitudine che non riguarda solo i giovani: «Pure per gli adulti è difficile compensare durante il fine settimana le ore di sonno perdute nei cinque giorni precedenti. Perdere anche solo mezz'ora di sonno ogni giorno significa rinunciare quasi a una notte intera alla settimana, tempo sottratto al riposo che non sarà più possibile recuperare».
«Dormire - aggiunge Garbarino - è oggi, per la nostra società, un lusso, qualcosa di cui si può fare anche a meno. La mancanza di sonno è diventato un problema di sanità pubblica».
«L'insonnia - commenta Loreta Di Michele, pneumologa, specialista dei disturbi del sonno, organizzatrice di Italia Sonno 2019 - è il problema maggiormente diffuso e percepito tra la popolazione, generalmente più dalle donne che dagli uomini».
Può esserci la difficoltà ad addormentarsi, o anche il ripetersi di risvegli notturni.
«L'insonnia all'inizio del sonno - continua la pneumologa - è molto spesso causata dalla sindrome delle gambe senza riposo. La depressione, invece, è più spesso associata alla difficoltà a mantenere un sonno costante: il soggetto riesce ad addormentarsi correttamente, ma poi si risveglia di continuo, diventando vittima di una deprivazione di sonno cronica».
Sono diversi i disturbi del sonno. Vi sono ad esempio le parasonnie, le più famose delle quali sono il sonnambulismo o il parlare durante il sonno.
“Molto meno conosciuti - spiega Di Michele - sono i comportamenti della fase Rem che possono anticipare anche di dieci anni la diagnosi di malattie neurodegenerative. Altrettanto importanti sono i disturbi di genere: la qualità e la quantità del sonno delle donne sono nettamente più basse di quelle degli uomini, soprattutto in fasi particolari della vita come la gravidanza o la menopausa».
In ogni caso, la deprivazione di sonno influisce sulla salute complessiva dell'individuo, predisponendolo a malattie anche gravi.
«Da quelle croniche - sottolinea Garbarino - che coinvolgono l'apparato cardiovascolare o il metabolismo, alle malattie cardiache, fino all'ictus».
«Dovremmo dare al sonno la stessa importanza che oggi riserviamo all'attività fisica o alla sana alimentazione. Quando non riusciamo a ricordarci le cose o quando non ci sentiamo performanti probabilmente - conclude Garbarino - è perché abbiamo perduto troppe ore di sonno, senza nemmeno rendercene conto».

18/04/2019 Andrea Sperelli


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