Psoriasi, efficace deucravacitinib

Mantenimento dell'efficacia nei due anni di trattamento

Bristol Myers Squibb annuncia i risultati a due anni dello studio di estensione a lungo termine POETYK PSO LTE (Long-term extension) che dimostrano l'efficacia duratura e la consistenza del profilo di sicurezza di deucravacitinib per il trattamento di pazienti adulti con psoriasi a placche da moderata a severa.
L'efficacia clinica è stata mantenuta per due anni di terapia con deucravacitinib, con tassi di risposta alla settimana 60 del 77,7% e 58,7% per l'Indice di Estensione e Gravità della Psoriasi (PASI: Psoriasis Area and Severity Index) 75 e per la Valutazione Globale del Medico statica (sPGA: static Physicians Global Assessment) 0/1 (chiaro/quasi chiaro), rispettivamente.
Questi dati sono stati appena presentati nel corso dello European Academy of Dermatology (EADV) Spring Symposium.
“La psoriasi a placche è una malattia cronica sistemica immuno-mediata associata con molteplici comorbidità gravi e con la necessità di nuove terapie, in particolare di farmaci orali, poichè molti pazienti non sono trattati in modo adeguato o sono insoddisfatti delle attuali opzioni di trattamento”, afferma il Professor Richard B. Warren, Consulente Dermatologo, Salford Royal Hospital, che fa parte del Northern Care Alliance NHS Foundation Trust e Professore all'Università di Manchester. “La ricerca a lungo termine che dimostri l'efficacia duratura, oltre a un ben noto profilo di sicurezza, è fondamentale per i medici e per i pazienti, e questi nuovi dati a due anni sottolineano il potenziale di deucravacitinib come nuova importante opzione di trattamento per i pazienti con psoriasi a placche da moderata a severa che richiede terapia sistemica”.
Il profilo di sicurezza globale di deucravacitinib osservato nei due anni è coerente con quello precedentemente riportato negli studi di Fase 3 POETYK PSO-1 e POETYK PSO-2, coprendo 2.482 anni-paziente. Gli eventi avversi sono rimasti prevalentemente di entità lieve o moderata. Tra i più comuni: nasofaringite, infezione delle vie respiratorie superiori ed emicrania. Gli eventi avversi gravi e gli eventi che hanno causato l'interruzione del trattamento sono rimasti bassi fino a due anni e non sono stati osservati nuovi segnali di sicurezza. Al follow-up aggiuntivo nello studio LTE, in coincidenza con il picco della pandemia COVID-19, si è verificato un aumento di infezioni da COVID-19 rispetto agli studi POETYK PSO-1 e POETYK PSO-2; tuttavia, la terapia con deucravacitinib non ha aumentato il rischio o la gravità dell'infezione da COVID-19. I tassi di incidenza globale di infezione da COVID-19 e di ricovero e morte per COVID-19 nello studio LTE sono in linea con i tassi epidemiologici di base. In due anni non sono state osservate nuove alterazioni o cambiamenti clinicamente significativi rispetto al basale nei valori di laboratorio, inclusi i parametri ematologici, chimici e lipidici.
“La ricerca pionieristica di Bristol Myers Squibb conduce a nuove potenziali opzioni terapeutiche ben tollerate per pazienti affetti da gravi malattie immuno-mediate come la psoriasi. Questi risultati di follow-up a lungo termine si aggiungono al numero sempre maggiore di evidenze di deucravacitinib, inibitore selettivo allosterico orale della tirosin- chinasi 2 (TYK2) con un meccanismo di azione unico, confermando la sua potenzialità di offrire ai pazienti con psoriasi a placche da moderata a severa un'opzione orale che affronta le attuali lacune terapeutiche,” dichiara Jonathan Sadeh, M.D., MSc., senior vice president Immunology and Fibrosis Development, Bristol Myers Squibb.

Deucravacitinib

Deucravacitinib è un inibitore selettivo allosterico orale della tirosin-chinasi 2 (TYK2) con un meccanismo di azione unico, che fa parte di una nuova classe di piccole molecole. È il primo e unico inibitore selettivo della TYK2 inserito negli studi clinici di molteplici malattie immuno-mediate. Gli scienziati di Bristol Myers Squibb hanno progettato deucravacitinib per colpire selettivamente la TYK2, inibendo quindi le vie dell'interleuchina 12 e 23 (IL-12, IL-23) e dell'interferone di tipo 1 (IFN), che sono implicate nella patogenesi della psoriasi e di altre malattie immuno-mediate. La selettività di deucravacitinib è data dalla sua capacità di legarsi al dominio regolatorio del TYK2, causando l'inibizione allosterica di TYK2 e delle sue funzioni a valle. Deucravacitinib inibisce selettivamente la TYK2 a concentrazioni fisiologicamente rilevanti. A dosi terapeutiche non inibisce le JAK (Janus chinasi), JAK2 o JAK3.
Deucravacitinib è in fase di studio in molteplici malattie immuno-mediate come la psoriasi, l'artrite psoriasica, il lupus e le malattie infiammatorie intestinali. Deucravacitinib è in fase di revisione regolatoria da parte delle Autorità sanitarie come la Food and Drug Administration (FDA) americana e la European Medicines Agency (EMA) per il trattamento della psoriasi a placche da moderata a severa e dal Ministry of Health, Labour and Welfare giapponese per il trattamento dei pazienti adulti con psoriasi a placche da moderata a severa, psoriasi pustolosa e psoriasi eritrodermica.

Il programma di studio clinico POETYK PSO

Il programma di valutazione (PrOgram to Evaluate) dell'efficacia e della sicurezza di deucravacitinib, inibitore selettivo della TYK2 (POETYK) comprende gli studi globali di Fase 3 PSO-1 (NCT03624127) e POETYK PSO-2 (NCT03611751) progettati per valutare la sicurezza e l'efficacia di deucravacitinib rispetto al placebo e apremilast nei pazienti con psoriasi a placche da moderata a severa. POETYK PSO-1, che ha arruolato 666 pazienti, e POETYK PSO-2, che ne ha arruolati 1.020, sono studi multicentrici, randomizzati, in doppio cieco per la valutazione di deucravacitinib (6 mg una volta al giorno) rispetto a placebo e apremilast (30 mg due volte al giorno). POETYK PSO-2 prevedeva una sospensione randomizzata e un periodo di ritrattamento dopo la 24a settimana.
Gli endpoint co-primari di entrambi gli studi POETYK PSO-1 e POETYK PSO-2 erano la percentuale di pazienti che raggiungevano il Psoriasis Area and Severity Index (PASI) 75 e quella dei pazienti con uno static Physician's Global Assessment (sPGA) di 0 o 1 (chiaro/quasi chiaro) alla 16a settimana, rispetto a placebo. I principali endpoint secondari degli studi comprendevano la percentuale di pazienti che raggiungevano il PASI 75 e il punteggio sPGA di 0/1 rispetto ad apremilast alla 16a settimana e altri parametri di valutazione di deucravacitinib versus placebo e apremilast.
Al termine delle 52 settimane degli studi POETYK PSO-1 e POETYK PSO-2, i pazienti potevano essere arruolati nello studio POETYK PSO-LTE (NCT04036435) per ricevere in aperto deucravacitinib 6 mg una volta al giorno. Sono stati arruolati 1.221 pazienti nello studio di estensione a lungo termine che hanno ricevuto almeno 1 dose di deucravacitinib. L'efficacia è stata analizzata utilizzando metodi di imputazione Treatment Failure Rules (TFR) insieme alla sensitivity analyses secondo l'imputazione modificata non-responder e as-observed, utilizzate in analisi simili con altri farmaci. Oltre agli studi POETYK PSO-1, POETYK PSO-2 e POETYK PSO-LTE, Bristol Myers Squibb sta analizzando deucravacitinib nella psoriasi in altri due studi di fase 3: POETYK PSO-3 (NCT04167462) e POETYK PSO-4 (NCT03924427).

La psoriasi

La psoriasi è una malattia sistemica cronica, immuno-mediata, ampiamente diffusa, che altera sostanzialmente la salute dei pazienti, la qualità di vita e la produttività in ambito lavorativo. La psoriasi rappresenta un grave problema a livello globale, che vede almeno 100 milioni di persone in tutto il mondo colpite da una forma di questa malattia, di cui circa 14 milioni in Europa e 7,5 milioni negli Stati Uniti. Circa un quarto dei pazienti affetti da psoriasi presenta forme da moderate a severe. Circa il 90% dei pazienti con psoriasi presenta la forma volgare, o psoriasi a placche, caratterizzata da placche distinte ovali o rotonde normalmente ricoperte da squame biancastre. Nonostante siano disponibili terapie sistemiche efficaci, molti pazienti con psoriasi da moderata a severa risultano trattati in modo non adeguato o addirittura non trattati e non sono soddisfatti delle attuali terapie.Le persone che soffrono di psoriasi riferiscono un impatto sul benessere emotivo, che condiziona le relazioni personali e professionali, causando un peggioramento della qualità di vita.
La psoriasi è associata a diverse comorbidità che influiscono sul benessere dei pazienti, come l'artrite psoriasica, le malattie cardiovascolari, la sindrome metabolica, l'obesità, il diabete, le malattie infiammatorie intestinali e la depressione.

20/05/2022 12:30:00 Andrea Sperelli


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