Chirurgia bariatrica, meno complicanze con la gastrectomia

Comparati i rischi con il bypass gastrico

Dopo aver effettuato un intervento di chirurgia bariatrica, emergono più facilmente complicanze se il paziente si è sottoposto a bypass gastrico Roux-en-Y (Rygb) invece che alla gastrectomia a manica (Sg).
Lo rivela uno studio della University of Pittsburgh Medical Center coordinato da Anita Courcoulas, che spiega: «Sentivamo la necessità di dati aggiuntivi che confrontassero i problemi a lungo termine associati a varie procedure chirurgiche bariatriche per poter mettere in pratica un buon processo decisionale condiviso».
I ricercatori hanno messo a confronto i rischi riguardanti l'intervento, l'endoscopia, il ricovero ospedaliero e la mortalità fino a 5 anni dopo analizzando un campione di 33.560 adulti provenienti da 10 centri all'interno di 4 studi di coorte sottoposti a Rygb o Sg fra il 1 gennaio 2005 e il 30 settembre 2015.
Il follow up è durato in media 3,4 anni per Rygb e 2,2 per Sg. Un eventuale intervento postoperatorio è risultato meno probabile per il gruppo Sg, con un'incidenza pari all'8,94% rispetto al 12.27% del gruppo Rygb.
Il ricovero è stato meno probabile dopo Sg rispetto a Rygb, con tassi di incidenza rettificati a cinque anni del 32,79% per Sg e del 38,33% per Rygb.
Inoltre, la probabilità di esecuzione di una endoscopia è stata più bassa con Sg rispetto a Rygb, e i tassi di incidenza cumulativi aggiustati a cinque anni sono stati rispettivamente del 7,80% e del 15,83%.
A livello di mortalità, invece, le due procedure hanno mostrato gli stessi risultati.
In un editoriale di accompagnamento, Anne Ehlers e Amir Ghaferi, della University of Michigan di Ann Arbor, accolgono lo studio come la conferma della sicurezza della chirurgia bariatrica, e nello specifico dell'approccio dato dalla gastrectomia a manica: «Le barriere alla chirurgia devono essere abbassate poiché la crisi sanitaria causata dall'obesità è in aumento. Non bisogna più mettere in discussione la sicurezza e l'efficacia dell'intervento chirurgico, ma dedicarsi a patrocinare un approccio globale di cura dell'obesità per i pazienti», concludono gli editorialisti.

19/02/2020 12:34:00 Andrea Sperelli


Notizie correlate