La depressione restringe il cervello degli anziani

Nesso fra la mancanza di emozioni e la perdita di materia grigia e bianca

La depressione negli anziani è un problema serio che non si limita a coinvolgere solo l'aspetto umorale. Pare infatti ci sia un nesso fra i sintomi depressivi e la perdita di materia grigia e bianca cerebrale.
A studiare il fenomeno è un'analisi della Icelandic Heart Association e degli statunitensi National Institutes of Health e National Institute on Aging, che hanno pubblicato sulla rivista Neurology il resoconto dell'Age, gene/environment susceptibility (Ages)-Reykjavik study.
Il dott. Thordur Sigmundsson, che lavora presso il Landspitali University Hospital di Reykjavik, spiega: «una relazione tra lesioni della sostanza bianca e depressione di fine vita è nota da tempo, e probabilmente dipende da un deterioramento dei gangli della corteccia prefrontale e basale».
I sintomi avvertiti sono l'anedonia, cioè l'incapacità di trarre piacere dagli aspetti della vita quotidiana che di solito vengono ritenuti piacevoli, ritardo psicomotorio, perdita di energia, tutte manifestazioni di un'apatia catalogata con il nome di depressione vascolare.
In quei pazienti affetti da Alzheimer o semplice declino cognitivo, l'apatia è associata anche ad atrofia della materia grigia frontale, striatale e talamica, oltre che a lesioni della sostanza bianca nel lobo frontale.
«Quello che non è chiaro è se l'apatia si lega a perdita di sostanza cerebrale anche negli anziani senza demenza», spiega il ricercatore islandese. Lo studio ha esaminato il rapporto esistente fra apatia e atrofia cerebrale in un campione formato da 4.354 soggetti con età media di 76 anni e sottoposti a risonanza magnetica. I soggetti sono stati anche intervistati per cercare di capire la natura della loro apatia, oltre che per verificare la presenza o meno di hobby da seguire nel corso della giornata.
Il dott. Sigmundsson precisa: «dai dati raccolti emerge che i partecipanti con due o più sintomi di apatia avevano una riduzione di volume della materia grigia dell'1,4%, e l'1,6% in meno di volume della materia bianca rispetto a coloro che avevano meno di due sintomi. Tali risultati suggeriscono che sia la degenerazione neurologica sia quella vascolare giocano un ruolo importante nello sviluppo di apatia tra le persone anziane senza demenza».

Arturo Bandini


Notizie correlate