Test a tappeto per alcune categorie per fermare il contagio

È la proposta di un gruppo di scienziati

I ricercatori italiani hanno scritto una lettera aperta al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte per offrire il proprio contributo alla battaglia contro il nuovo coronavirus.
La premessa degli scienziati è che i modelli matematici delle curve di contagio e le analisi dirette sulla popolazione dimostrano chiaramente l’esistenza di una larga fascia di cittadini positivi al virus ma asintomatici o con sintomi assimilabili a quelli di una normale influenza. Tuttavia, questi soggetti sono ugualmente contagiosi, sebbene dimostrino una potenzialità di contagio pari a circa la metà di quella di individui ospedalizzati. È evidente che questo gruppo di soggetti rappresenti il serbatoio di diffusione del virus nel resto della popolazione e che quindi sia necessario intervenire in tal senso per ottenere una riduzione efficace dell’epidemia.
Se l’identificazione dei soli sintomatici gravi non è sufficiente, allo stesso modo è impraticabile l’idea di estendere l’utilizzo dei tamponi all’intera popolazione, sia per la limitata disponibilità dei kit sia per l’impossibilità di processarli in tempi congrui.
La proposta dei ricercatori è quindi di eseguire test ripetuti sulle categorie di persone ritenute maggiormente a rischio, in particolare quelle non sottoposte a provvedimenti restrittivi: medici, infermieri, farmacisti, personale delle ambulanze e di supporto sanitario, lavoratori della grande distribuzione, edicolanti, autisti, tassisti, forze dell’ordine, lavoratori delle poste e in genere tutti coloro che lavorano nelle filiere considerate essenziali.
Soltanto così il tasso di diffusione di Sars-Cov-2 riceverà un colpo mortale, il distanziamento sociale è fondamentale ma non sufficiente a fermare l’epidemia o comunque a fermarla in tempi ragionevoli. Per fare in modo che il sistema sanitario riesca a reggere a lungo termine e soprattutto il sistema economico e produttivo del paese non sprofondi, è necessario intervenire al più presto, ricordano i ricercatori.

Notizie correlate

Covid, gusto e olfatto assenti ancora dopo un anno





Covid, arriva anche il vaccino di Novavax

  • Efficacia superiore al 90 per cento anche contro le varianti
    (Continua)




Covid, la variante Delta può sfuggire ai vaccini?

  • I dati indicano una maggiore resistenza, ma una sostanziale tenuta dei vaccini
    (Continua)




AstraZeneca e Johnson solo oltre i 60 anni

  • Il Cts ne raccomanda l’utilizzo al di sopra di questa età
    (Continua)




Covid, cura domiciliare precoce per evitare l’ospedale





AstraZeneca, trovata la cura per i rari casi di trombosi

  • Ricercatori canadesi hanno sperimentato con successo un cocktail di farmaci
    (Continua)




Bambini con diabete e obesità a rischio Covid

  • Incidenza maggiore di ospedalizzazione e malattia grave
    (Continua)




Covid, perché la variante inglese è diventata dominante

  • Nel sistema immunitario la chiave per capire il successo della variante Alpha
    (Continua)




Covid, solo 1 vaccinato su 2.000 è contagioso

  • Pochissime le infezioni, anche con una circolazione intensa del virus
    (Continua)




Covid, scoperte mutazioni genetiche associate





Covid, il mix di vaccini funziona

  • Cambiare vaccino per il richiamo può essere più efficace
    (Continua)




Un vaccino contro i tripanosomi

  • Nuova risorsa per combattere le infezioni date dal parassita
    (Continua)




Covid, un software per predire il rischio di morte

  • Ricerca italo-svizzera si basa sul principio di machine learning
    (Continua)




Coronavirus, l’immunità è per sempre?

  • Studio ipotizza una lunga durata dell’immunità in chi è guarito
    (Continua)




Nuovo tipo di vaccino per Covid-19

  • LeCoVax2 è efficace nell’induzione di anticorpi neutralizzanti
    (Continua)




Potrebbe arrivare un altro coronavirus?

  • Studio svela le aree da cui potrebbe emergere il nuovo rischio per la salute
    (Continua)




Vaccino anti-Covid, quale legame con gli eventi trombotici?

  • Studio esamina la causalità fra eventi trombotici e somministrazione del vaccino
    (Continua)




Covid, insufficienza respiratoria dopo 6 mesi

  • Un terzo dei pazienti mostra il problema a mesi di distanza
    (Continua)




Covid-19, cresce la variante brasiliana

  • Ancora predominante quella inglese, l’indiana resta rara
    (Continua)