E se le patatine fritte curassero la calvizie?

Studio giapponese segnala l'effetto di una componente chimica

Le vendite delle patatine fritte, già alte, aumenterebbero ancora di più se l'ipotesi di alcuni ricercatori giapponesi si rivelasse fondata.
Un team della Yokohama National University ha infatti segnalato l'effetto benefico sulla calvizie di un componente chimico utilizzato per la frittura delle patatine. La sostanza è il dimetilpolisilossano, sostanza contenuta nell'olio di frittura che serve a mantenere una corretta stabilità termica e ad evitare il formarsi di schiuma durante la cottura.
Il coordinatore della ricerca, Junji Fukuda, commenta: “Il metodo è molto semplice, è un metodo robusto e promettente. Speriamo che questa tecnica riuscirà a migliorare la terapia rigenerativa dei capelli umani utilizzata per trattare calvizie come l'alopecia androgenetica”.
Stando ai dati, l'alopecia androgenetica colpisce il 70 per cento degli uomini e il 40 per cento delle donne. Gli scienziati hanno reso calvi i topi utilizzati per l'esperimento, dopodiché hanno iniettato la componente negli animali osservando il dimetilpolisilossano riuscire a stimolare la produzione di oltre 5mila germi del follicolo pilifero.

28/01/2019 Andrea Sperelli


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