Gonartrosi, il Prp non sembra efficace

Le iniezioni di plasma ricco di piastrine non associate a benefici

Sono negativi i risultati delle iniezioni di plasma ricco di piastrine (Prp) nei pazienti affetti da gonartrosi. Non ci sono differenze significative nell'evoluzione della malattia a 12 mesi rispetto all'iniezione di placebo salino, stando alle conclusioni di uno studio apparso su Jama.
«La maggior parte delle linee guida cliniche non raccomanda il plasma ricco di piastrine per l'artrosi del ginocchio a causa della mancanza di prove di alta qualità sull'efficacia in relazione a sintomi e struttura articolare. Nonostante ciò, l'uso di tale trattamento sta aumentando», spiega Kim Bennell, della University of Melbourne in Australia, primo nome dello studio.
I ricercatori hanno analizzato 288 pazienti di età pari o superiore a 50 anni con artrosi sintomatica del ginocchio mediale (grado Kellgren e Lawrence 2 o 3) seguendoli per 12 mesi. I pazienti sono stati randomizzati a ricevere tre iniezioni intra-articolari a intervalli settimanali di PRP povero di leucociti disponibile in commercio (n=144) o placebo salino (n=144).
Gli esiti da valutare erano la variazione a 12 mesi dei punteggi medi complessivi del dolore al ginocchio e la variazione percentuale nel volume della cartilagine tibiale valutata mediante risonanza magnetica (RMN). Dei pazienti arruolati, 269 (93%) hanno completato lo studio, e in entrambi i gruppi, 140 partecipanti (97%) hanno ricevuto tutte e tre le iniezioni. Dopo 12 mesi, il trattamento con PRP rispetto all'iniezione di placebo ha determinato una variazione media nei punteggi del dolore al ginocchio di -2,1 rispetto a -1,8 punti. La variazione media del volume della cartilagine tibiale mediale è stata di -1,4% rispetto a -1,2%.
Gli scienziati hanno valutato anche altri 31 esiti secondari, 29 dei quali non hanno mostrato differenze. Risultati che quindi non giustificano l'uso del Prp per la gestione della gonartrosi. Commentando la ricerca, Jeffrey Katz, del Brigham and
Women's Hospital di Boston, sostiene che, dopo tre recenti studi negativi pubblicati recentemente su Jama, è giunta l'ora di interrompere l'uso del Prp per artrosi e tendiniti di Achille, almeno finché non emergeranno nuove prove di efficacia da studi inediti.

Fonte: Jama

28/03/2022 15:10:00 Andrea Sperelli


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