Cellule pac-man per prevenire l'infarto

Le nanoparticelle stimolano i macrofagi a “mangiare” le placche aterosclerotiche

Un team di ricercatori americani ha messo a punto delle nanoparticelle in grado di stimolare i macrofagi a “mangiare” le cellule morte alla base delle placche aterosclerotiche nelle arterie.
Una scoperta che apre la strada a una terapia potenzialmente in grado di prevenire l'infarto. Gli scienziati dell'Università Statale del Michigan hanno collaborato con i colleghi dell'Università di Stanford sotto il coordinamento del prof. Bryan Ronain Smith.
Le nanoparticelle sono state create grazie a nanotubi di carbonio a parete singola, caricati con uno specifico inibitore chimico dell'asse di segnalazione anti-algocitico chiamato CD47-SIRPα.
Messe in circolo, le nanoparticelle si accumulano all'interno delle placche aterosclerotiche, stimolando i macrofagi a divorare le cellule morte precursori dell'infiammazione e dell'aterosclerosi.
L'attivazione risulta peraltro selettiva, non danneggiando i tessuti sani. In passato erano state create terapie simili basate sullo stesso principio, ma mostravano una certa tossicità per l'organismo.
Su modello murino, la terapia è riuscita a riattivare i macrofagi e a ringiovanirli, determinando una riduzione delle placche e la loro stabilizzazione.
La ricerca, pubblicata su Nature Nanotechnology, potrebbe contribuire a ridurre in maniera sensibile i casi di infarto, in particolare nei paesi industrializzati.

04/02/2020 Andrea Sperelli


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