Cancro al cervello, efficace l'immunoterapia

Sperimentazione su gliomi di alto grado

Una sperimentazione italiana promette buoni risultati per la terapia del cancro al cervello grazie all'approccio immunoterapico.
Lo studio, condotto dall'Istituto oncologico veneto, è stato presentato nel corso del congresso della Società americana di oncologia clinica.
"Per la prima volta - spiega Giuseppe Lombardi, responsabile del dipartimento di Neuro-oncologia allo Iov e primo autore dello studio - presentiamo un'analisi sull'efficacia dell'immunoterapia in pazienti con gliomi di alto grado, tumori cerebrali aggressivi, che hanno una particolare mutazione genetica: il deficit di riparazione del Dna. Si tratta di una mutazione presente in circa il 5% di questi pazienti".
“La mutazione si è dimostrata predittiva di efficacia dell'immunoterapia già in altri tipi di tumore. Per la prima volta la si è ora studiata in relazione ai tumori cerebrali aggressivi".
Allo studio hanno partecipato 170 pazienti, 15 dei quali positivi alla mutazione.
"Trattando i pazienti 'mutati' con la molecola immunoterapica pembrolizumab - spiega Lombardi - abbiamo ottenuto risultati positivi: il 33% dei pazienti ha infatti risposto bene all'immunoterapia e la malattia si è stabilizzata per un tempo prolungato. Si tratta di malati che hanno già effettuato tutte le terapie standard e nel caso di un paziente pluritrattato la malattia è ferma da 20 mesi e la massa tumorale si è ridotta".
“Ora lo studio verrà proseguito e ampliato, ma per la prima
volta si è dimostrato che l'immunoterapia può avere un ruolo importante in questo sottogruppo di pazienti".
L'immunoterapia non aveva finora offerto risultati incoraggianti per il trattamento dei tumori cerebrali. La differenza sta nella selezione dei pazienti sulla base delle loro specifiche mutazioni molecolari per capire su quali malati l'immunoterapia potrà essere più efficace.
Anche un secondo studio dello Iov pubblicato su Lancet evidenzia risultati positivi: "Lo studio, su 119 pazienti, ha evidenziato che l'utilizzo di un farmaco mirato (regorafenib) aumenta la sopravvivenza dei pazienti con glioblastoma con recidive. A un anno è infatti vivo il 20% dei pazienti trattati contro meno del 10% di quelli sottoposti a terapia standard. All'Asco presentiamo ora anche i dati sulla qualità di vita di questi malati, che evidenziamo come la nuova terapia non comporti un peggioramento".
La terapia, già in uso per altri tumori, può essere utilizzata off-label, cioè fuori indicazione.
"Abbiamo ora fatto richiesta all'Agenzia italiana del farmaco Aifa di un'autorizzazione urgente all'impiego - conclude l'oncologo - proprio sulla base dei dati, che provano l'aumento di sopravvivenza dei pazienti trattati con la nuova molecola".
Il glioblastoma colpisce 3-4 persone su 100.000 ogni anno. In Italia si contano circa 1.500 nuove diagnosi all'anno di questa forma di cancro cerebrale.

25/06/2019 14:40:00 Andrea Sperelli


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