Aggiungere l'immunoterapia a base di cemiplimab alla chemioterapia a base di platino nei pazienti affetti da cancro del polmone ha l'effetto di migliorare la qualità di vita.
A dirlo è uno studio pubblicato su Cancer che ha preso in esame un campione di soggetti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) in stadio avanzato.
«Lo studio multinazionale di fase 3 EMPOWER-Lung 3 ha dimostrato che la combinazione di cemiplimab e chemioterapia a base di platino può prolungare la sopravvivenza nei pazienti con carcinoma polmonare avanzato rispetto al trattamento con placebo più chemioterapia a base di platino, ma noi siamo andati oltre», spiega Tamta Makharadze, dello LTD High Technology Hospital Med Center a Batumi, in Georgia, primo nome dello studio.
I ricercatori hanno esaminato l'effetto di cemiplimab in integrazione a chemioterapia nei pazienti arruolati nello studio EMPOWER-Lung 3, utilizzando i questionari EORTC QLQ-C30 e QLQ-LC13.
Dalle analisi è emerso che i pazienti che avevano ricevuto cemiplimab più chemioterapia hanno mostrato miglioramenti significativi riguardo a dolore, dispnea, costipazione, nausea e vomito rispetto a quelli che avevano ricevuto placebo più chemio.
Alcuni sintomi fra cui tosse, emottisi e disfagia sono peggiorati molto più lentamente nei pazienti del gruppo trattato con cemiplimab.
«I nostri risultati supportano il concetto che l'efficacia superiore e il profilo di sicurezza favorevole di cemiplimab più chemioterapia si traducano in migliori risultati riportati dai pazienti rispetto alla sola chemioterapia in questa popolazione, indipendentemente dall'istologia e dall'espressione di PD-L1», concludono gli autori.
Fonte: Cancer 2023. Doi: 10.1002/cncr.34687
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