Miocardite, un biomarcatore la scova

MiR-721 può essere utilizzato per rilevare la malattia nel sangue

È stato scoperto un possibile biomarcatore per la miocardite. È l'omologo umano del micro Rna miR-721 e la sua presenza nel sangue può testimoniare l'insorgenza della malattia cardiaca.
A rivelarlo è uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine da un team del Centro Nacional de Investigaciones Cardiovasculares di Madrid. Di norma, la miocardite viene diagnosticata dopo aver escluso la malattia coronarica grazie ad angiografia coronarica e tomografia computerizzata e aver ottenuto conferma con una risonanza magnetica.
Ma non tutti i centri si servono della risonanza magnetica, utilizzando al suo posto la biopsia endomiocardica, una procedura invasiva.
«La nostra scoperta ha un grande potenziale come prezioso strumento clinico per la diagnosi precisa e non invasiva della miocardite. Si tratta infatti del primo marcatore ematico convalidato con elevata sensibilità e specificità (> 90%) per questa malattia», afferma Pilar Martn, che ha guidato il gruppo di lavoro.
MiR-721 è stato individuato nel plasma di topi affetti da miocardite autoimmune o virale. Questo miRNA è prodotto da cellule Th17 autoimmuni che riconoscono antigeni cardiaci derivati da proteine come l'alfa-miosina. Tali cellule attaccano il miocardio e sono in gran parte responsabili della fisiopatologia della malattia.
Dallo studio è emerso che il miRNA viene sintetizzato nelle cellule Th17 dei pazienti con miocardite, e la sua espressione è presente esclusivamente in questa categoria di soggetti.
La scoperta consentirà ai medici di distinguere fra la miocardite e altre malattie cardiache come l'infarto miocardico acuto, l'infarto miocardico senza ostruzione coronarica significativa e altre malattie infiammatorie di origine autoimmune.

Fonte: NEJM

16/06/2021 11:10:00 Andrea Sperelli


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