Una proteina ferma il cancro al cervello

La Tau sembra ridurre l'aggressività dei gliomi

La proteina Tau, associata spesso all'insorgenza e alla diffusione del morbo di Alzheimer, sembra avere anche un effetto positivo. Secondo una ricerca pubblicata su Science Translational Medicine, la proteina ridurrebbe l'aggressività dei gliomi, rari tumori del cervello.
A scoprirlo è stato un team dell'Instituto de Salud Carlos III-UFIEC e del Centro de Biologa Molecular “Severo Ochoa” (CSIC-UAM) di Madrid, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi dell'Università Francisco de Vitoria, del Dipartimento di Neurochirurgia presso l'Università del Michigan, dell'Istituto di Oncologia “Vall d'Hebron” di Barcellona e di numerosi altri istituti.
Gli scienziati, coordinati da Ricardo Gargini, sono arrivati a queste conclusioni dopo esperimenti su tessuto cerebrale umano in vitro e su modello murino.
Il team è partito dalla constatazione che i pazienti con un glioma con mutazione del gene IDH1 (isocitrato deidrogenasi 1) hanno una prognosi migliore rispetto alla media. Il gene stimola la produzione di proteina tau, che in caso di Alzheimer si accumula insieme alla beta-amiloide creando placche nel cervello.
La stessa presenza, tuttavia, impedisce al glioma di creare nuovi vasi sanguigni e quindi di progredire. La tau agisce rinforzando i microtubuli che sono alla base dello “scheletro” delle cellule, e in questo modo ostacola la produzione di nuovi vasi per la massa tumorale.
La nota più positiva è che già esistono farmaci - con il taxolo - in grado di replicare l'azione della proteina tau, ostacolando almeno in teoria lo sviluppo dei gliomi. I primi test hanno dato esito positivo, ma ovviamente serviranno altri anni di studio e una sperimentazione clinica sull'uomo per ottenere una conferma della teoria.

27/01/2020 14:31:00 Andrea Sperelli


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