Nuova cura possibile per il dolore cronico

Passa da una riorganizzazione delle reti perineuronali

Il dolore cronico è sgradevole compagno di vita per migliaia di persone, che spesso non trovano giovamento dalle terapie farmacologiche standard.
Secondo il Laboratorio di Neurofarmacologia dell'IRCCS Neuromed di Pozzilli, una possibile soluzione sarebbe la riorganizzazione delle reti perineuronali, che avrebbe come effetto il reset del circuito neurologico alla base della patologia.
Le reti perineuronali sono strutture extracellulari composte di proteine e carboidrati che formano una sorta di rivestimento attorno ai neuroni. La ricerca, pubblicata sul Journal of Neuroscience, ha evidenziato la presenza, in soggetti colpiti da dolore cronico, di reti più spesse, che in sostanza “fisserebbero” la memoria del dolore continuando ad essere attive anche dopo l'evento che ha dato origine al fastidio.
«L'aumento di densità delle reti perineuronali che abbiamo osservato nella corteccia somatosensoriale e in quella prefrontale mediale – dice la dott.ssa Giada Mascio, prima autrice del lavoro scientifico – ci mostra che il dolore cronico si associa a una specie di stabilizzazione dei percorsi nervosi in quelle aree cerebrali».
«Abbiamo allora provocato una degradazione farmacologica delle reti perineuronali. In questo modo ridiamo plasticità al sistema nervoso, lo 'sblocchiamo' potremmo dire. Il risultato che abbiamo ottenuto è che lo stimolo doloroso scompare. Naturalmente siamo solo agli inizi, e saranno necessarie ulteriori ricerche, ma pensiamo che questa sia una strada promettente verso lo sviluppo di farmaci innovativi».
«Oltre al valore di questo studio nel cercare una soluzione per un problema grave come il dolore cronico - commenta il prof. Ferdinando Nicoletti, responsabile dell'Unità di Neurofarmacologia - i risultati hanno un altro aspetto che ritengo importante: le reti perineuronali possono essere strutture dinamiche, non sono fisse per sempre. Significa che il cervello mantiene, o può essere spinto a riconquistare, una plasticità che lo rende capace di adattarsi a situazioni nuove anche in età adulta, contrariamente alle ipotesi precedenti che lo vedevano 'bloccato' dopo il periodo dell'infanzia e dell'adolescenza».

07/03/2022 15:40:00 Andrea Piccoli


Notizie correlate