Allergie, complicato scegliere l'immunoterapia più adatta

Difficoltà dovute all'eterogeneità degli studi

È difficile per medici e pazienti scegliere l'immunoterapia più giusta caso per caso. Ciò è dovuto principalmente all'eterogeneità degli studi prodotti sull'efficacia di tali terapie.
Un team del centro di ricerca Alk-Abellò di Hrsholm, in Danimarca, coordinato dal prof. Domdey ha passato in rassegna 44 trial verificandone i risultati.
Riniti allergiche e asma sono considerate manifestazioni separate della stessa malattia: una infiammazione cronica delle vie respiratorie che colpisce quelle superiori nel caso delle riniti e quelle inferiori nel caso dell'asma. Le riniti allergiche - con o senza congiuntivite - rappresentano fra l'altro il più importante fattore di rischio per l'asma. Per questo, un trattamento adeguato delle riniti può scongiurare l'insorgenza dell'asma.
Una possibile opzione terapeutica per chi soffre di rinite allergica è l'immunoterapia, ovvero la graduale esposizione volta a desensibilizzare la risposta immunitaria all'allergene responsabile della malattia.
L'obiettivo dello studio era quello di realizzare una revisione sistematica della letteratura per identificare i trial di maggiore qualità e quindi i trattamenti più affidabili.
La revisione è limitata agli immunoterapici registrati in Europa, fra cui Allergovit, Grazax, Oralair, Phostal, Pollinex, Polvac, Purethal e Staloral.
Soltanto 3 studi - sull'immunoterapico Grazax - rispettano tutti i criteri di qualità stabiliti dal NICE (National Institute for Health and Clinical Excellence).
In generale, lo studio ha sottolineato la maggior qualità dei trial più recenti rispetto a quelli più datati.
I 3 studi su Grazax si sono rivelati di maggiore qualità rispetto a quelli su altri trattamenti. Nello specifico, i trial prevedevano metodi adeguati di comparazione in doppio cieco ed erano progettati per evitare squilibri negli esiti finali.
Medici e pazienti che prendono in considerazione l'immunoterapia dovrebbero considerare non solo le proprietà e i risultati dei trattamenti disponibili, ma anche la robustezza delle evidenze scientifiche sottostanti.
Lo studio sottolinea il fatto che alcuni dei prodotti immunoterapici in commercio manchino di solide evidenze di base. Ne consegue che i trattamenti possono spesso essere inadeguati rispetto agli obiettivi che ci si propone di raggiungere.
Il ricorso alle immunoterapie è guidato il più delle volte dalla singola opinione degli esperti più che da standard clinici oggettivi.
Tuttavia, la qualità dei trial sugli immunoterapici tende a migliorare negli ultimi anni, con studi che coinvolgono un numero sempre maggiore di pazienti e che si dotano di strumenti di analisi di maggior qualità rispetto al passato.

10/09/2019 11:30:00 Andrea Sperelli


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