Ulcere delle gambe, vanno trattate subito

La chiusura tempestiva delle vene velocizza la guarigione

Intervenire in maniera rapida sulle ulcere delle gambe permette di velocizzare la guarigione. In particolare, la chiusura delle vene difettose entro due settimane rende la guarigione più rapida del 12% rispetto al trattamento standard.
A sostenerlo è uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine da un team guidato da Alun Davies dell'Imperial College di Londra, che spiega: «Le ulcere alle gambe possono avere un impatto significativo sulla qualità della vita e in casi gravi possono portare anche alla perdita di parte di un arto. Rappresentano anche un costo enorme per il Servizio sanitario nazionale. Tuttavia, al momento, la maggior parte dei pazienti riceve come trattamento solo calze a compressione senza che venga affrontata la radice del problema, e cioè la vena difettosa».
Nel corso dello studio, la metà dei pazienti è stata randomizzata a ricevere trattamenti di gestione delle vene varicose - fra cui iniezione di materiale sclerosante, distruzione del vaso con laser o calore, o chiusura con colla - entro due settimane. L'altra metà ha ricevuto un trattamento per affrontare le vene varicose soltanto dopo la guarigione dell'ulcera, oppure dopo 6 mesi se l'ulcera era ancora presente.
Tutti i pazienti hanno indossato calze a compressione. A 24 settimane, i tassi di guarigione dell'ulcera erano dell'85,6% nel gruppo trattato subito contro il 76,3% fatto registrare dal secondo gruppo. Inoltre, l'intervento immediato riduceva anche i tempi di guarigione. Nel primo gruppo si attestavano sui 56 giorni, mentre quelli del secondo gruppo guarivano in 82 giorni.
«Con questo studio abbiamo dimostrato che intervenendo precocemente si migliora la guarigione dell'ulcera della gamba e si aiuta il paziente a riprendersi più velocemente. Raccomandiamo che i pazienti siano inviati a una clinica vascolare dopo la diagnosi di ulcera venosa, per verificare se sono adatti per l'inizio del trattamento», concludono gli autori.

05/06/2018 16:20:00 Andrea Sperelli


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