Le cellule staminali per lo scompenso cardiaco

Riducono il rischio di infarto e ictus

Nelle persone con scompenso cardiaco una terapia con cellule staminali mesenchimali ha l'effetto di ridurre del 65% il rischio di infarto e ictus. A dirlo è uno studio presentato durante le Scientific Sessions dell'American Heart Association. «Studi preclinici suggeriscono che le cellule staminali mesenchimali hanno effetti antinfiammatori e sono proangiogenici, nel senso che promuovono il fattore di crescita dell'endotelio vascolare (VEGF). L'idea alla base del loro utilizzo nello scompenso è che potrebbero ridurre l'infiammazione, ripristinare la funzione capillare nel muscolo cardiaco e ridurre la disfunzione endoteliale», spiega Emerson Perin del Texas Heart Institute di Houston, autore principale dello studio.
Allo studio hanno partecipato 537 soggetti con scompenso cardiaco di classe II e III: i ricercatori li hanno randomizzati a ricevere un'iniezione di staminali mesenchimali nel muscolo cardiaco o una procedura placebo dimettendoli il giorno successivo.
I pazienti sono stati seguiti per 30 mesi, e i dati indicano che il trattamento con le staminali ha ridotto l'incidenza dell'infarto e dell'ictus del 65%, diminuendo anche la morte per cause cardiovascolari.
La procedura non ha tuttavia ridotto la percentuale di ricoveri. Il trattamento ha avuto gli effetti più evidenti nei pazienti con infiammazione elevata che soddisfacevano i criteri per la classe II NYHA per l'insufficienza cardiaca con frazione di eiezione ridotta (HFrEF), nei quali il decesso per cause cardiovascolari si è ridotto dell'80%. «Per la prima volta, il noto meccanismo d'azione antinfiammatorio delle cellule staminali mesenchimali può essere collegato, con un rapporto di causa ed effetto, a un beneficio nell'insufficienza cardiaca. Le cellule staminali hanno agito localmente nel cuore e hanno aiutato anche i vasi sanguigni in tutto il corpo», conclude Perin.

Fonte: AHA Newsroom
AHA

19/07/2022 10:21:00 Andrea Sperelli


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