Le differenze tra i vari farmaci antipertensivi

Confronto tra ACE-inibitori e bloccanti del recettore per l'angiotensina

Sia gli ACE-inibitori che i bloccanti del recettore per l'angiotensina sono efficaci nel trattamento dell'ipertensione. Lo afferma uno studio pubblicato su Hypertension da un team del Columbia University Vagelos College of Physicians and Surgeons diretto da George Hripcsak, che spiega: «I medici negli Stati Uniti e in Europa prescrivono in modo prevalente gli ACE-inibitori, semplicemente perché sono farmaci in uso da più tempo e tendono ad essere meno costosi degli ARB. Le linee guida europee sull'ipertensione elencano 30 farmaci da cinque diverse classico come possibili scelte, ma ci sono pochissimi studi diretti per aiutare i medici a determinare quali siano i migliori».
Le due classi di farmaci hanno un meccanismo d'azione simile. In entrambi i casi viene ridotto il rischio di ictus e infarto, anche se gli ACE-inibitori sono associati a un aumento del rischio di tosse e angioedema.
I ricercatori si sono serviti dei dati di circa 3 milioni di pazienti che stavano iniziando un trattamento antipertensivo con un ACE inibitore o un ARB, monitorando 4 esiti cardiovascolari: infarto, insufficienza cardiaca, ictus e morte cardiaca improvvisa. Sono stati considerati inoltre 51 eventi avversi dopo l'inizio del trattamento. Si è così scoperto che nella maggior parte dei casi ai pazienti era stato prescritto un ACE inibitore.
Il rischio di complicanze cardiovascolari è sceso in maniera coerente con entrambe le terapie, ma si è notato che i pazienti che assumevano ACE-inibitori mostravano un rischio leggermente più alto di pancreatite e sanguinamento gastrointestinale oltre che di tosse e angioedema.
«Quanto abbiamo rilevato potrebbe far sentire i medici più a loro agio nel prescrivere ARB rispetto agli ACE-inibitori quando iniziano la monoterapia per i pazienti con ipertensione», concludono gli autori.

Fonte: Hypertension

19/08/2021 16:30:00 Andrea Sperelli


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