La febbre nei bambini, cosa fare

Le linee guida redatte dagli esperti

Con il passare del tempo il dubbio che la febbre potesse essere "pericolosa" è diventata per i genitori una certezza, tanto che oggi è la principale indicazione di consultazione pediatrica.
Un recente studio italiano ha evidenziato che oltre il 50% dei genitori è preoccupato per la comparsa della febbre, in quanto teme l'insorgenza di convulsioni (nel 32% dei casi) oppure un danno cerebrale (nel 21% dei casi) oppure addirittura la morte (nel 14% dei casi). Come comportarsi davanti a un bambino con febbre?
La terapia fisica è uno dei rimedi più antichi. Attualmente è sconsigliata nella terapia della febbre, mentre è ancora un valido strumento in caso di ipertermia (ad esempio per un aumento della temperatura da colpo di calore). Consiste nello spogliare il bambino, per permettere la fisiologica dispersione di calore nell'ambiente esterno, praticare spugnature con acqua tiepida (non fredda perché darebbe vasocostrizione; non alcol sotto le ascelle perché è irritante) oppure immergere il bambino in una vasca da bagno con acqua tiepida per almeno 15 minuti (solo nel colpo di calore).
I farmaci antipiretici devono essere impiegati nel bambino febbrile solo quando alla febbre si associa un quadro di malessere generale. I farmaci consigliati sono il paracetamolo e l'ibuprofene.
Il paracetamolo è il più utilizzato, in quanto è in grado di ridurre la temperatura corporea in poche ore. La dose consigliata è di 10-15 mg/kg/dose ogni 4-6 ore. È importante attenersi alle posologie consigliate. La via di somministrazione può essere orale oppure rettale. La somministrazione orale determina un assorbimento più rapido e costante. La somministrazione per via rettale è generalmente consigliata in caso di controindicazioni a quella orale e nel neonato/lattante. L'assorbimento del farmaco somministrato per via rettale può essere variabile (ridotto in presenza di feci in paziente stitico oppure in corso di diarrea); inoltre, il tempo di assorbimento per via rettale è più lungo. In caso di somministrazione endorettale la dose consigliata è di 20 mg/kg/dose, ogni 4-6 ore. Il paracetamolo è l'unico antipiretico che può essere somministrato fin dalla nascita.
L'ibuprofene può essere considerato un'alternativa al paracetamolo. Viene consigliato a una dose di 20-30 mg/kg al giorno da suddividere in tre somministrazioni. L'uso combinato o alternato di ibuprofene e paracetamolo non è raccomandato.
La febbre aumenta il metabolismo dell'organismo, di conseguenza il bambino perde facilmente liquidi e peso corporeo. È pertanto necessario che il bambino beva molto, e considerata la probabile perdita dell'appetito i succhi di frutta rappresentano una valida opzione.
La reazione dei genitori alla febbre del figlio è spesso sbagliata, come fanno notare gli esperti riuniti al Congresso Nazionale di Antibioticoterapia in età pediatrica in corso a Milano.
La febbre è definita come un incremento della temperatura corporea centrale e, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, la temperatura è considerata normale se è compresa fra 36,5 e 37,5°C.
In generale, secondo i dati emersi dallo studio, risulta che i genitori, se pur abbastanza informati su come gestire la febbre nei bambini, nella realtà adottano invece comportamenti errati affidandosi al passaparola o alla saggezza popolare. Tra gli errori più comuni, i dati evidenziano per esempio che quasi il 60% dei genitori somministra farmaci antipiretici senza il consulto con il pediatra e che oltre il 60% utilizza mezzi per ridurre la temperatura come panni imbevuti di acqua fredda. Inoltre, ben il 50% dei genitori ritiene che il dolore sia uno strumento educativo per la crescita del proprio figlio e che per questo un dolore anche lieve debba essere sopportato.
«La febbre è uno dei più frequenti motivi di richiesta di visita pediatrica - sottolinea la Prof.ssa Susanna Esposito, Presidente del Congresso, Direttore dell'Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura del Policlinico dell'Università degli Studi di Milano e Presidente WAidid, Associazione Mondiale Malattie Infettive e Disordini Immunologici - ma spesso non viene gestita nel modo più raccomandato da parte dei genitori che tendono a somministrare farmaci non adatti o addirittura espongono i loro figli a sottodosaggi o sovradosaggi. Raccomandiamo sempre di non impiegare nel bambino farmaci per gli adulti e ricordiamo che i farmaci per contenere la febbre, come gli antipiretici, vanno somministrati sempre in base al peso e non all'età».
In accordo con le Linee guida sulla gestione della febbre in età pediatrica, qui di seguito le 10 raccomandazioni che i pediatri rivolgono ai genitori per gestire correttamente la febbre nei bambini:

1. Per i bambini fino a 4 settimane si raccomanda la misurazione ascellare con termometro elettronico; per i bambini oltre le 4 settimane, si può utilizzare la misurazione ascellare con termometro elettronico o quella timpanica con termometro a infrarossi.

2. La via di misurazione rettale della temperatura corporea non dovrebbe essere impiegata di routine nei bambini con meno di 5 anni a causa della sua invasività e del disagio che comporta.

3. La misurazione orale della temperatura corporea è da evitare.

4. L'impiego di mezzi fisici per la terapia della febbre (spugnature con liquidi tiepidi, bagno, esposizione a correnti di aria fresca, applicazione di borse del ghiaccio, frizione della cute con alcool) è generalmente sconsigliato, ad eccezione dei casi di ipertermia.

5. Paracetamolo e ibuprofene sono gli unici antipiretici raccomandati in età pediatrica, sono farmaci generalmente sicuri ed efficaci e devono essere utilizzati a dosaggi standard.

6. I farmaci antipiretici devono essere impiegati nel bambino febbrile solo quando alla febbre si associ un quadro di malessere generale.

7. L'uso combinato o alternato di ibuprofene e paracetamolo non è raccomandato sulla base delle scarse evidenze scientifiche disponibili riguardo la sicurezza rispetto alla terapia con un singolo farmaco.

8. Paracetamolo o ibuprofene non devono essere utilizzati nei casi di convulsioni febbrili.

9. L'acido acetilsalicilico non è indicato in età pediatrica per il rischio di Sindrome di Reye.

10. Non è raccomandato considerare l'entità della febbre come fattore isolato per valutare il rischio di infezione batterica grave, tuttavia la febbre di grado elevato può essere considerata predittiva di infezione batterica grave in particolari circostanze (per esempio nei bambini di età inferiore ai 3 mesi).

16/12/2016 10:00:00 Arturo Bandini


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