Cancro al cervello, i Big Data possono sconfiggerlo

La disponibilità di dati genetici alla base della cura

Per curare bisogna conoscere. È il dato di partenza di un nuovo approccio terapeutico che si serve dei Big Data per svelare il mistero di molte malattie finora ritenute incurabili.
È il caso anche del glioma, su cui si concentrano le attenzioni dei ricercatori italiani Antonio Iavarone e Anna Lasorella, che da anni lavorano alla Columbia University di New York in tal senso.
Con la collaborazione di colleghi dell'Istituto Neurologico Besta di Milano e dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma, i due hanno pubblicato su Nature Medicine uno studio sull'uso dei Big Data per ricostruire la mappa molecolare del glioma, il tumore del cervello legato alla malattia genetica chiamata neurofibromatosi di tipo 1 (Nf1).
Hanno così scoperto che nel glioma sono presenti cellule immunitarie - i linfociti T - da utilizzare per contrastare la malattia stessa.
"Si apre la strada a cure personalizzate anche per questa forma di tumore", ha detto Iavarone all'Ansa. "La mappa molecolare permette di selezionare in anticipo i tumori che hanno linfociti T e che possono essere trattati con l'immunoterapia. Capire se in un tumore ci sono linfociti o no è molto semplice. Ci sono molti algoritmi per studiare questi dati e la loro analisi, condotta con l'aiuto dell'intelligenza artificiale, ci permette di analizzare le caratteristiche dei tumori".
Alla ricerca, durata quattro anni, hanno partecipato anche matematici che non avevano mai avuto esperienza di biologia o medicina, il che dà l'idea della novità rappresentata dall'approccio.
"Se analisi come queste fossero disponibili in tempo reale - ha spiegato Iavarone - si darebbero delle opportunità di cura a molti pazienti con tumori difficili da curare".
"Un dato che ci ha sorpreso - commenta Lasorella - è che circa il 50% dei gliomi a crescita più lenta in pazienti con NF1 contenevano un numero molto alto di linfociti T, cellule in grado di riconoscere le cellule tumorali come estranee e distruggerle".
Ne consegue che i tumori sono aggredibili con l'immunoterapia e per questo si stanno preparando le prime sperimentazioni cliniche.

11/12/2018 Andrea Piccoli


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