Obesità infantile, i genitori non se ne accorgono

Sottostimano il problema, ritardando i provvedimenti necessari

Mangia che cresci. I genitori italiani non si discostano molto da un luogo comune duro a morire. Uno dei motivi per cui l'obesità infantile è un fenomeno sempre più diffuso è proprio la percezione errata che hanno i genitori del peso dei propri figli.
Lo dimostra uno studio dell'Università di Yale coordinato dal prof. Carlos M. Grilo, direttore del Program for Obesity Weight and Eating Research (POWER).
I ricercatori hanno intervistato 1.007 genitori di bambini fra i 5 e i 15 anni, catalogando informazioni sul peso corporeo, l'alimentazione propria e quella dei figli. I dati indicano che gli adulti hanno difficoltà a stimare l'obesità dei figli, mentre risultano molto più precisi riguardo al proprio peso corporeo.
Statisticamente, solo il 49 per cento dei genitori ha stimato in maniera corretta la condizione del figlio, mentre il 45,2 per cento l'ha sottovalutata. Con riferimento al proprio corpo, le percentuali cambiano notevolmente: il 62,8 per cento ha stimato la propria condizione in maniera precisa, mentre solo il 30,1 per cento l'ha sottovalutata.
«Ho un particolare interesse per il ruolo svolto dai genitori nei disturbi dell'alimentazione e nell'obesità e sovrappeso infantili, inclusa la percezione dei problemi e le conseguenti pratiche genitoriali messe in atto», ha commentato la psichiatra Janet Lydecker, responsabile con il professor Grilo del programma POWER.
In Italia, il 20,9 per cento dei bambini fra gli 8 e i 9 anni è in sovrappeso e il 9,8 per cento in una condizione di obesità conclamata.

31/03/2016 11:24:00 Andrea Sperelli


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