Un cerotto per evitare l'ictus dopo un intervento al cuore

Coaguli di sangue e restringimento delle arterie ne aumentano il rischio

Per prevenire il rischio di ictus dopo un intervento chirurgico di ricostruzione vascolare può essere utile un cerotto. È la soluzione cui hanno pensato i ricercatori della Tsinghua University di Pechino che hanno sviluppato un dispositivo indossabile in grado di monitorare in maniera costante il flusso sanguigno scongiurando coaguli di sangue e restringimento delle arterie.
Il dispositivo sviluppato è formato da una membrana di silicone che contiene al suo interno degli elettrodi che utilizzano l'effetto Doppler per fornire un monitoraggio continuo del flusso sanguigno nelle arterie profonde.
Il dispositivo non è affatto invasivo e aderisce alla pelle come un cerotto. È più flessibile e preciso di una tradizionale sonda ecografica, che deve essere manovrata da un operatore esperto. Inoltre, effettua un monitoraggio costante, mentre l'esame diagnostico viene eseguito solo in presenza di sintomi.
"Abbiamo sviluppato un dispositivo che monitora continuamente la velocità del flusso sanguigno trasmettendo onde ultrasoniche e analizzando gli echi che ritornano quando le onde rimbalzano sui globuli rossi - spiega l'ingegnere biomedico Fengle Wang - per testare il dispositivo, abbiamo simulato il flusso con un materiale che imita i tessuti e un fluido viscoso, studiando le caratteristiche acustiche della circolazione venosa. Dopo aver dimostrato che il dispositivo misurava con precisione la velocità del flusso sanguigno, lo abbiamo testato con un simulatore di restringimento delle arterie, dimostrando che poteva percepirne anche le differenze". Dopo i test di laboratorio, il dispositivo è stato sperimentato su un paziente dimesso: "Un ragazzo di 24 anni che ha utilizzato un bracciale gonfiabile per la misurazione della pressione - continua Wang - ha alterato di tanto in tanto il flusso sanguigno gonfiando il bracciale dello sfigmomanometro, utile per noi per capire se il dispositivo registrava correttamente la variazioni". E il sensore ha sempre funzionato, dimostrandosi un importante alleato nelle cure domiciliari.
"La variazione del flusso sanguigno nel tempo e nello spazio contiene abbondanti informazioni sulla situazione cardiovascolare di una persona - scrivono i ricercatori nello studio appena pubblicato da Science Advance - il flusso nelle arterie varia in modo pulsatile e i parametri della velocità possono indicare la presenza di trombi, stenosi arteriose, indurimenti o occlusioni. Ecco perché il monitoraggio a lungo termine del flusso sanguigno può essere prezioso alleato nella diagnosi e prognosi di alcune condizioni vascolari, a partire dall'ictus ischemico. Tuttavia, sinora i pazienti vengono spesso esaminati solo se hanno già una sintomatologia, rendendo necessaria un'immediata operazione chirurgica in caso di conferma ecografica".
Nuove tecniche sono comparse negli ultimi anni per il monitoraggio del flusso sanguigno, ad esempio la Ppg, la fotopletismografia basata sulla diffusione dei raggi infrarossi nei tessuti, e la Dta, l'analisi termica differenziale. “Tuttavia, si sono dimostrate in grado di stimare solo i cambiamenti di volume a pochi millimetri di profondità. Rispetto alla luce e al calore, gli ultrasuoni hanno una maggiore capacità di penetrazione pur non essendo invasivi e non causando alcun danno al corpo umano. Il Doppler è l'unico metodo che ad oggi conosciamo in grado di individuare rapidi cambiamenti con precisione e in tempo reale", spiega Wang.

28/10/2021 17:15:00 Andrea Sperelli


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